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L'Umbria vira a destra. Sconfitta la coalizione M5S-Pd

L'Umbria vira a destra. Sconfitta la coalizione M5S-Pd
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In Europa chi aspettava un primo test per capire la possibile tenuta del governo giallo-rosso, ora ha una risposta dall’Umbria.

È una sconfitta pesante per l'alleanza M5S-PD in una regione da sempre governata dalla sinistra, un primo passo falso dovuto in buona parte allo scandalo sanità in regione e ad altri aspetti legati al candidato locale, ma la dimensione della sconfitta rischia di condizionare anche le prossime elezioni in Emilia-Romagna e Toscana, altre regioni storicamente rosse.

E quindi, a termine, il risultato potrebbe avere un peso determinante anche sul governo nazionale. La regione passa nelle mani del centro-destra, il nuovo presidente è Donatella Tesei con il 57 e mezzo per cento di voti, venti punti in più rispetto all’avversario Vincenzo Bianconi del centro sinistra.

C’è chi fa notare il crollo dei 5 Stelle che non raggiungono l’8%, e chi l'exploit di Fratelli d’Italia che supera il 10% contro Forza Italia al 5,47. La Lega si conferma il primo partito con quasi il 37% delle preferenze (, in pratica eguagliato il risultato ottenuto alle Europee). Si attesta al 22,4% il Partito Democratico.

Per Matteo Salvini questo voto in Umbria rappresenta una impresa storica, tanto da spingerlo a dire che il governo ha i giorni contati. Incassa invece la sconfitta il segretario Pd Nicola Zingaretti, facendo notare che questo voto non è stato aiutato dal caos della manovra economica e che ora c’è da riflettere. È una rivincita di Salvini, favorita anche dall’alta affluenza alle urne, oltre il 10% in più rispetto alla tornata precedente.

L’Umbria, una delle roccaforti rosse, riscrive una parte della sua storia politica, innescando, forse, un terremoto politico a livello nazionale, riportando alla ribalta l’ipotesi delle elezioni politiche anticipate.