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Guida alle elezioni politiche in Portogallo: riuscirà Costa a governare da solo?

Guida alle elezioni politiche in Portogallo: riuscirà Costa a governare da solo?
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REUTERS/Rafael Marchante
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La penisola iberica è in pieno fermento elettorale. Mentre la campagna elettorale spagnola in vista delle elezioni di novembre è entrata nel vivo, i portoghesi la stanno per terminare e si recheranno alle urne domenica 6 ottobre: in entrambi i casi i favoriti per la vittoria finale sono i socialisti.

Un po' di paura tra i ranghi dei socialisti portoghesi, guidati dall'attuale Primo Ministro António Costa, c'è: temono di essere trascinati anch'essi, come è successo in Spagna, nella palude dell'impasse politico. "Abbiamo avuto quattro anni di stabilità e la Spagna ha avuto quattro elezioni in quattro anni: non possiamo permettercelo per il futuro", continua a ripetere Costa nei suoi comizi come un mantra.

Pedro Sanchez e soci, dal canto loro, sperano di poter emulare quella geringonça portoghese che ha portato Costa a governare in tranquillità, pur senza maggioranza assoluta, con accordi programmatici ben precisi tra partner di governo tenuti all'esterno dell'esecutivo.

"Una somiglianza tra Costa e Sánchez? Entrambi sono leader socialisti alla guida di governi di minoranza, litigano con i loro partner teorici a sinistra e hanno come opposizione principale una destra indebolita", indica da Lisbona il giornalista spagnolo Aitor Hernández.

Pedro Sánchez e Antonio Costa in una riunione UE a Bruxelles - 22 marzo 2019 - REUTERS/Eva Plevier

Ma i possibili parallelismi finiscono qui, secondo Hernández. I socialisti portoghesi vengono da quattro anni di governo mentre in Spagna la sinistra ha litigato e non è riuscita a trovare un accordo per il secondo esecutivo rosso.

Fine della "geringonça"?

"Geringonça" significa "marchingegno" in portoghese, qualcosa che si tiene insieme a fatica. Il termine è stato coniato dalla stampa locale e dai partiti di destra per riferirsi alla coalizione di governo, ma i fatti hanno alla fine dato torto ai critici e l'esecutivo ha veleggiato indenne verso fine legislatura.

Anche se la convergenza a sinistra sembrava impossibile, l'accordo tra i socialisti del PS, del Partito Comunista (PCP) e del Blocco di Sinistra (BE) ha portato a quattro anni di stabilità nel paese, con cifre macroeconomiche applaudite dal FMI come esempio di ripresa in Europa.

Il Portogallo ha avuto un tasso di crescita superiore alla media europea negli ultimi anni: 3,5% nel 2017 e 2,4% nel 2018; il tasso di disoccupazione, che alle ultime elezioni era del 12% circa, è sceso al 6,3%, mentre il deficit annuale che ha superato il 7% nel 2014, è rientrato allo 0.4% nel 2018.

Ma si tratta di un vero miracolo economico? Inês Gregório, dell'Istituto di studi politici dell'Università Cattolica Portoghese, ritiene che sia un'illusione. "È importante ricordare che il Portogallo ha oggi il maggiore onere fiscale della sua storia, il 35,4% del PIL nel 2018, con l'impatto più significativo delle imposte indirette. D'altra parte, bisogna ricordare anche che tutta l'Europa ha vissuto un periodo di crescita in questi anni e, nello stesso contesto europeo, la performance del Portogallo non è stata straordinaria - pensiamo all'Irlanda, ai paesi dell'Est, etc."

"È anche vero che questo governo socialista ha invertito una serie di misure di austerità e la cosa ha giovato alla popolazione in generale", continua Gregório, che elenca la fine dei tagli agli stipendi, alle pensioni e alle sovvenzioni per i funzionari pubblici. Il paese ha inoltre adottato misure quali l'aumento del salario minimo, lo sblocco degli avanzamenti di carriera tra i funzionari e il ripristino di importanti diritti degli insegnanti e di altri gruppi di interesse, aggiunge l'esperto.

"Le persone si sentono meglio, hanno più soldi alla fine del mese, il livello di credito concesso dalle banche è di nuovo cresciuto, così come l'acquisto di veicoli, case e altri beni che avevano sofferto molto la crisi del 2011. Quindi è normale che Costa abbia più voti in conseguenza di questa sensazione generale di miglioramento. Che sia sostenibile o meno...... non credo che sia ancora possibile capirlo".

Gli ultimi sondaggi assegnano a Costa il 38% delle intenzioni di voto. Tuttavia, uno scandalo dell'ultimo minuto potrebbe costargli caro e non fargli ottenere la tanto agognata maggioranza che gli permetterebbe di "divorziare" dai suoi partner di "geringonça".

Lo scandalo del furto di armi da fuoco di Tancos

Il furto dell'arsenale di armi di Tancos, un'importante area militare del paese, nel giugno 2017 ha fatto danneggiato il governo Costa ed è diventato il tema principale della campagna elettorale a pochi giorni dalle elezioni. Il 26 settembre scorso, l'ex ministro della Difesa José Azeredo Lopes è stato accusato di diniego di giustizia, prevaricazione e favori personali per il suo presunto coinvolgimento nel caso.

Il materiale rubato, del valore di 35mila euro, comprendeva granate, esplosivi e munizioni ed è stato ritrovato quattro mesi dopo, a meno di 20 chilometri di distanza. La Procura portoghese ritiene che il recupero delle armi sia stato una messinscena orchestrata da diversi militari per coprire uno dei loro ex compagni e che l'ex ministro ne fosse a conoscenza.

Nel paese c'è il sospetto che non solo Costa, ma anche lo stesso presidente della Repubblica ne fossero a conoscenza: "lo confermerebbero le parole del maggiore dell'esercito in prigione durante l'estate e tornato ora libero", dice Inês Gregório.

André Silva, leader degli ambientalisti del PAN nella sua sede centrale di Lisbona, Portogallo - REUTERS/Rafael Marchante

Aitor Hernandez non crede che lo scandalo sarà fatale per Costa ma che sì, potrebbe costargli la maggioranza solitaria dato che nelle ultime settimane sta scendendo nei sondaggi.

"Il pasticcio di Tancos ha fatto ricordare a molti elettori delle polemiche legate all'ultimo esecutivo socialista, presieduto da José Sócrates, accusato di numerosi reati di corruzione e riciclaggio di denaro sporco", spiega il giornalista. "Alcuni elettori non transigeranno sulla questione e voteranno per altri gruppi per evitare di concentrare il potere nelle mani di un governo contaminato da scandali di questo tipo".

Ma se alla fine saranno costretti a trovare un accordo, i socialisti potranno optare per un nuovo partner emergente nei sondaggi: il Partito del Popolo, Animali e Natura (PAN).

Portogallo, un bastione contro l'avanzata dell'ultra-destra

Il Portogallo è uno dei soli cinque paesi della UE a non avere un partito di estrema destra in Parlamento - insieme a Regno Unito, Irlanda, Malta e Lussemburgo - ed è improbabile che la situazione cambi domenica. I due partiti di estrema destra, PNR e Chega, sono entrambi al di sotto dell'1 per cento delle intenzioni di voto.

L'estrema destra potrebbe aver avuto più difficoltà a stabilirsi in Portogallo, rispetto ad altri paesi europei, a causa dell'attaccamento dei suoi abitanti alla giovane democrazia, arrivata solamente nel 1974 dopo quattro decenni di dittatura fascista.

I sostenitori del Partito Nazionale di Rinnovamento (PNR), di estrema destra, durante a una manifestazione in Piazza Camoes a Lisbona, Portogallo. REUTERS/Rafael Marchante

"La gente in Portogallo è abituata a una società molto multietnica, anche in confronto alla Spagna", ha detto a Reuters il politologo James Dennison, che indaga sui movimenti di estrema destra nella penisola iberica. In Spagna, nelle ultime elezioni l'ultra-destra di Vox ha fatto irruzione per la prima volta nel Congresso con 24 seggi.

L'onorevole Hernández sottolinea l'assenza di timore nell'elettorato portoghese che l'estrema destra arrivi al potere: è uno dei fattori che differenzia la politica lusitana da quella spagnola. "Il senso dello stato della sinistra portoghese rende praticamente impossibile il ritorno dei conservatori in questo momento".

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