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Parlamento Ue, il gruppo Identità e democrazia espelle l'Afd dopo i commenti filonazisti di Krah

Maximilian Krah, candidato principale dell'AfD alle elezioni europee, a Berlino mercoledì 24 aprile 2024.
Maximilian Krah, candidato principale dell'AfD alle elezioni europee, a Berlino mercoledì 24 aprile 2024. Diritti d'autore Michael Kappeler/(c) Copyright 2024, dpa (www.dpa.de). Alle Rechte vorbehalten
Diritti d'autore Michael Kappeler/(c) Copyright 2024, dpa (www.dpa.de). Alle Rechte vorbehalten
Di Michela Morsa
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Questo articolo è stato pubblicato originariamente in inglese

La decisione ha effetto immediato. "Non vogliamo più essere associati a loro", si legge nella nota diffusa dall'ufficio di presidenza del gruppo parlamentare di estrema destra. Lo strappo era già nell'aria da martedì, quando Marine Le Pen e Matteo Salvini hanno preso le distanze dal partito tedesco

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Il gruppo politico Identità e democrazia (Id) del Parlamento europeo ha presentato una richiesta di espulsione con effetto immediato del partito di estrema destra Alternativa per la Germania (Afd)

La nota diffusa dall'ufficio di presidenza del gruppo parlamentare di estrema destra, presieduto dall’eurodeputato della Lega Marco Zanni, precisa che Id non vuole più essere associata a Maximilian Krah, capolista dell'Afd per le elezioni europe. La notizia giunge mentre i media locali suggeriscono che lo stesso partito tedesco stava meditando l'espulsione diKrah, proprio per evitare di essere buttato fuori dal gruppo di Id. 

Mercoledì l'Afd ha vietato a Krah di fare campagna elettorale per le prossime elezioni europee, sebbene l'eurodeputato rimanga il principale candidato del partito. Poco dopo Krah si è dimesso, ma solo dalla sua carica nel Comitato esecutivo federale.

A scuotere l'Afd e Identità e democrazia è stata una dichiarazione fatta da Krah durante un'intervista a Repubblica: l'eurodeputato, parlando dell'unità d'élite nazista SS, ha dichiarato che non tutti i membri dell'organizzazione paramilitare sono da considerare criminali di guerra, scatenando l'indignazione generale e l'irritazione degli alleati in Europa, due su tutti Marine Le Pen di Rassemblement national e Matteo Salvini della Lega. 

Krah si è difeso scrivendo su X che le dichiarazioni sono state "utilizzate in modo improprio" per danneggiare il partito che in questo momento ha bisogno di "unità". "Per questo motivo mi asterrò da ogni ulteriore apparizione in campagna elettorale con effetto immediato e mi dimetterò da membro del consiglio esecutivo federale", ha dichiarato.

È solo l'ultimo di una serie di scandali che hanno coinvolto Krah

Lo scandalo arriva in un momento scomodo per il partito, in quanto l'Afd sperava di ottenere molti consensi alle elezioni europee di giugno. Il consiglio direttivo del partito ha recentemente dichiarato che c'è stato un "enorme danno al partito durante l'attuale campagna elettorale, e il pretesto è stato fornito dal candidato principale".

Le parole controverse di Krah, infatti, sono solo l'ultimo di una serie di scandali che l'hanno coinvolto negli ultimi mesi, mettendo in difficoltà l'Afd. Il 47enne è già finito nei guai il mese scorso quando uno dei suoi assistenti è stato arrestato con l'accusa di spionaggio per la Cina e le autorità di Bruxelles hannoperquisito i suoi uffici al Parlamento europeo

Krah è anche coinvolto nelle indagini sul cosiddetto Russiagate, lo scandalo nato dallo smantellamento di Voice of Europe, un quotidiano online che sotto la facciata europeista diffondeva propaganda filorussa, avvalendosi del presunto contributo (stipendiato) di diversi europarlamentari. È indagato anche il secondo candidato dell'Afd Petr Bystron, che ha negato di aver accettato 20mila euro da Voice of Europe.

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