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Il partito Volt presenta una lista transnazionale "'simbolica" alle elezioni europee

I candidati capolista del partito Volt, Sophie In 'T Veld e Damian Boeselager
I candidati capolista del partito Volt, Sophie In 'T Veld e Damian Boeselager Diritti d'autore Volt, Fomentini
Diritti d'autore Volt, Fomentini
Di Vincenzo Genovese
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Nelle prossime elezioni europee i cittadini dei 27 Paesi membri sceglieranno solo fra i candidati nel loro Paese, come è sempre accaduto finora. Alcuni partiti vorrebbero cambiare questa regola, e uno presenterà una lista transnazionale "simbolica"

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Il partito Volt, che si presenta con lo stesso programma elettorale in 16 Stati diversi, compilerà infatti una lista con candidati provenienti da diversi Paesi: i capolista saranno due attuali eurodeputati, scelti dai membri del partito: l'olandese Sophie In 'T Veld, che siede nel gruppo Renew Europe, e il tedesco Damian Boeselager, già eletto con Volt nel 2019, che fa parte del gruppo dei Verdi/Alleanza libera per l'Europa.

Sulle schede elettorali in ogni Paese, però, ci saranno nomi diversi, come spiega a Euronews Francesca Romana D’Antuono, co-presidente di Volt Europa.

“La lista che stiamo formando non potrà partecipare alla competizione elettorale. Ma per noi era molto importante averla come simbolo dell’Europa che vogliamo vedere”.
Francesca Romana D'Antuono
Co-presidente di Volt Europa

Un'idea complicata

Nel 2022 il Parlamento europeo aveva approvato l’istituzione di un collegio transnazionale, con l’elezione di 28 eurodeputati di diverse nazionalità, sulla base dei voti di tutti i cittadini europei. 

Il meccanismo prevedeva di due schede per ogni elettora: una per il proprio collegio elettorale nazionale e una, uguale in tutta Europa, per la circoscrizione transnazionale. Il listino europeo sarebbe stato diviso in tre sezioni. 

Nel primo i candidati provenienti dai Paesi più popolosi: Germania, Francia Italia e Spagna. Nel secondo quelli di medio livello, come Belgio, grecia o Svezia e nel terzo i più piccoli, dalla Danimarca in giù fino ad arrivare ai 514mila abitanti di Malta.

Le liste sarebbero state "bloccate", con l’elezione alternata dei candidati delle tre diverse sezioni, in modo da garantire rappresentanza anche agli Stati meno popolosi, ed evitare che i candidati provenienti da Stati più grandi monopolizzassero la circoscrizione, visto che possono contare su bacini più estesi di votanti connazionali.

Ma la proposta non è stata presa in considerazione dai governi dell’Ue. I 15 eurodeputati in più che saranno eletti nel 2024, quando il Parlamento passerà dagli attuali 705 a 720 eurodeputati, arriveranno comunque dalle liste nazionali. 

Sarà possibile comunque per ogni cittadino dell'Unione candidarsi in un altro Paese: la stessa Sophie in 't Veld, una dei due candidati capolisti dI Volt, si presenterà in Belgio, Paese dove vive da 20 anni. Nell'attuale Parlamento siede del resto Sandro Gozi, ex sottosegretario agli Affari europei nel governo Renzi, cittadino italiano eletto in Francia nella Liste Renaissance del presidente Emmanuel Macron.

Verso un futuro transnazionale?

I sostenitori delle liste transazionali, intanto, non si arrendono. Il gruppo liberale Renew Europe e il partito dei Verdi europei lo hanno inserito nei propri manifesti elettorali, così come Volt.

Molti cittadini sarebbero stati entusiasti all’idea di votare una lista transnazionale, dice a Euronewsin 't Veld. "Ma è stata bloccata dai politici nazionali che non erano entusiasti della possibilità che i cittadini potessero effettivamente scegliere tra i candidati europei. Sono sicura che succederà in futuro. Se non nel 2024, sarà per il 2029".

Le liste transnazionali sono considerate un modo per elevare il dibattito politico a livello europeo e creare una competizione elettorale unica invece che 27 diverse. Per questo incontrano l’opposizione dei partiti nazionalisti e sovranisti, oltre al generale scetticismo dei governi.

Il sogno di una lista europea, votata da tutti gli europei, sembra destinato per ora a rimanere tale.

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