Sondaggio: gli elettori vogliono "l'Europa forte", ma non è una priorità assoluta

Da quando è entrata in carica, Ursula von der Leyen ha sviluppato strette relazioni con i suoi colleghi leader occidentali.
Da quando è entrata in carica, Ursula von der Leyen ha sviluppato strette relazioni con i suoi colleghi leader occidentali. Diritti d'autore Stefan Rousseau/live
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Di Jorge Liboreiro
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Questo articolo è stato pubblicato originariamente in inglese

I cittadini europei vogliono che l'Unione europea abbia un ruolo più forte negli affari internazionali, ma l'obiettivo non è considerato una priorità assoluta

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Un ruolo più forte nello scenario internazionale.
Lo chiedono i cittadini europei secondo un sondaggio esclusivo di Euronews, condotto da Ipsos tra quasi 26.000 intervistati in 18 Stati membri, in vista delle elezioni del Parlamento europeo, che si terranno tra il 6 e il 9 giugno.

Il sondaggio, unico nel suo genere, mostra che il 40% degli europei considera "prioritario" il rafforzamento del peso globale del blocco, mentre il 42% ritiene che questo obiettivo debba essere "importante ma non prioritario". Solo il 18% degli intervistati lo considera "secondario".

Una maggiore consapevolezza del ruolo dell'Ue

I risultati riflettono una crescente consapevolezza dopo anni di crisi consecutive, tra cui la pandemia Covid-19, l'invasione dell'Ucraina da parte della Russia e la guerra tra Israele e Hamas, che hanno visto l'Ue assumere una presenza più importante nei forum multilaterali e coordinare la propria risposta con gli alleati occidentali.

Sfide come il cambiamento climatico, la migrazione irregolare, le fake news e la rapida ascesa dell'intelligenza artificiale, che superano tutti i confini nazionali, hanno ulteriormente rafforzato l'idea che l'Europa non possa gestire il XXI secolo da sola né permettersi di restare ai margini.

"Una Commissione Ue geopolitica", secondo von der Leyen

Quando è diventata presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen ha promesso che il suo esecutivo sarebbe stato "geopolitico" e avrebbe avuto più voce in capitolo sulla scena globale.

"Investiremo in alleanze e coalizioni per promuovere i nostri valori. Promuoveremo e proteggeremo gli interessi dell'Europa attraverso un commercio aperto ed equo. Rafforzeremo i nostri partner attraverso la cooperazione, perché partner forti rendono forte anche l'Europa", ha dichiarato la von der Leyen nel 2019, presentandosi al Parlamento europeo.

"La mia Commissione non avrà paura di parlare il linguaggio della fiducia. Ma sarà il nostro modo, il modo europeo. Questa è la Commissione geopolitica che ho in mente e di cui l'Europa ha urgentemente bisogno".

Quasi cinque anni dopo, gli europei sembrano condividere il suo punto di vista, anche se con minore intensità.

L'Europa forte, chi la vuole e chi non lo ritiene importante

I più accesi sostenitori di un'Europa globale più forte si trovano in Portogallo (dove il 56% dice "prioritario"), Bulgaria (50%) e Spagna (49%). 

Le quote più alte di coloro che ritengono che questo dovrebbe essere "secondario" provengono da Polonia (28%), Romania (25%) e Francia (21%), Paese con un seggio permanente nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

In Ungheria, dove il primo ministro Viktor Orbán ha cercato di rompere i ranghi con Bruxelles quando si tratta di politica estera, una maggioranza del 55% sceglie l'opzione "importante ma non prioritaria", la percentuale più alta per questa risposta.

Grafico Euronews
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La posizione dei partiti, le diverse priorità

Se si considerano le intenzioni di voto in vista delle elezioni di giugno, i sostenitori dichiarati dei quattro partiti pro-europei sono i più propensi a considerare il rafforzamento del ruolo internazionale dell'Ue come una "priorità": il Partito Popolare Europeo (50%), i Socialisti e Democratici (50%), i liberali di Rinnovare l'Europa (51%) e i Verdi (47%).

Per contro, il 35% di coloro che sostengono il gruppo di destra Conservatori e Riformisti Europei (ECR) e il 25% di coloro che appoggiano il gruppo di estrema destra Identità e Democrazia (ID) ritengono che questa ambizione debba essere una "priorità".

Grafico Euronews
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Inoltre, il 38% e il 45% dei sostenitori dell'ECR e dell'ID, rispettivamente, affermano che questo obiettivo dovrebbe essere "importante ma non prioritario", mentre il resto (rispettivamente il 27% e il 30%) lo considera "secondario".

Complessivamente, tra le 10 linee d'azione prese in esame da Ipsos, il rafforzamento del peso globale del blocco si colloca all'ottavo posto, al di sopra degli aiuti all'Ucraina e della tutela delle minoranze.

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