Difesa, Ue presenta la strategia comune: "Spendiamo di più e insieme" esorta von der Leyen

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, alla sessione plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo (28 febbraio 2024)
La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, alla sessione plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo (28 febbraio 2024) Diritti d'autore Jean-Francois Badias/Copyright 2024 The AP. All rights reserved
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Presentata martedì per la prima volta una strategia Ue per l'industria della Difesa. La commissione di Bruxelles propone entro il 2030 di acquistare congiuntamente gli armamenti e almeno la metà di produzione europea

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La Commissione europea ha presentato martedì una strategia comune per l'industria della difesa (Edis), uno dei punti cardine del programma di Ursula von der Leyen per restare alla presidenza dell'esecutivo Ue dopo le elezioni del prossimo giugno.

La nuova strategia europea "sosterrà gli Stati membri non solo a spendere di più, ma a spendere meglio, insieme e in modo europeo", ha scritto su X von der Leyen.

Per attuare gli obiettivi comuni, l'esecutivo Ue ha presentato una proposta legislativa per il settore (Edip) diretta al Parlamento, che amplia la produzione di munizioni e l'acquisizione di armamenti.

Non prevede tuttavia l'acquisto diretto di armi né l'istituzione del fondo da 100 miliardi di euro, che era stato ipotizzato a gennaio dal commissario per il Mercato interno, Thierry Breton.

"Oggi l'Unione europea dimostra ancora una volta la sua ferma determinazione e il suo impegno a potenziare la difesa e il sostegno all'Ucraina" ha dichiarato  Breton in un comunicato.

Ue, obiettivo acquisto comune del 40% delle armi entro il 2030

L'Edip conferma l'obiettivo di rendere l'Unione Europea capace di provvedere alla propria difesa in qualsiasi circostanza, confidando che entro il 2030 i Paesi membri acquistino congiuntamente almeno il 40% delle forniture militari.  

La settimana scorsa von der Leyen, ex ministro della Difesa tedesco, ha dichiarato che è giunto il momento per l'Europa di "prendersi le proprie responsabilità" per evitare una vittoria russa in Ucraina.

La presidente della Commissione ha promesso di creare una figura europea per la Difesa, con un maggiore peso politico rispetto alle responsabilità oggi condivise dal commissario Breton e dall'Alto rappresentante per la politica estera, Josep Borrell. 

"La guerra di aggressione della Russia ha portato un grande senso di urgenza nel rafforzare le nostre capacità di difesa industriale" ha detto Borrell martedì durante la presentazione dei nuovi piani comunitari.

La crisi in Ucraina e la distanza dagli Usa spingono a una difesa europea

Il dibattito sulla difesa comune europea, un vecchio tema dell'integrazione continentale, ha ripreso slancio con la guerra in Ucraina e nella prospettiva che una nuova presidenza Trump negli Stati Uniti possa indebolire la Nato. 

Ogni proposta militare comune deve fare i conti con dissacordi politici dei 27 Paesi Ue e problemi di finanziamento, che hanno impedito per esempio di fornire all'Ucraina il milione di proiettili promesso entro questo mese.

Nell'Edip la Commissione europea stanzia 1,5 miliardi di euro in due anni e apre alla possibilità di utilizzare obbligazioni europee da parte di un gruppo ristretto di Stati membri per finanziare le spese per la difesa.

"Dobbiamo acquisire almeno il 50% degli armamenti necessari all'interno della stessa Unione Europea" ha dichiarato alla presetazione dell'Edis la commissaria alla Concorrenza, Margrethe Vestager.

Questo significa che si dovrebbe evitare di acquistare armamenti da produttori extra Ue come Stati Uniti, Regno Unito, Israele o Turchia.

Un numero crescente di Paesi europei è comunque intenzionato a soddisfare la richiesta della Nato di spendere almeno il 2 per cento del Pil nella difesa.

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