Armi come i vaccini: Ursula von der Leyen svela la strategia europea per l'industria della difesa

La presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen
La presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen Diritti d'autore European Union, 2024.
Diritti d'autore European Union, 2024.
Di Vincenzo Genovese
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L'acquisto congiunto di equipaggiamenti militari da parte dei Paesi dell'Ue è un punto chiave della r European Industrial Defence Strategy, che verrà presentata nelle prossime settimane

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L'Unione europea deve essere pronta a "mettere il turbo" alla sua capacità industriale nel settore della difesa nei prossimi cinque anni, per far fronte alla minaccia della Russia. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen sembra avere le idee molto chiare nell'annunciare la European Industrial Defence Strategy durante la sessione plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo. 

Uno degli obiettivi centrali del programma europeo di investimenti sarà quello di dare priorità agli acquisti congiunti nel settore della difesa
Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea

Acquisti congiunti di armamenti nell'Ue

L'acquisto congiunto di equipaggiamenti militari è un punto chiave della strategia, come ha spiegato von der Leyen.

"Proprio come abbiamo fatto con grande successo con i vaccini, o ad esempio con il gas naturale. Ciò ci aiuterà a ridurre la frammentazione e ad aumentare l’interoperabilità. Ma per fare questo dobbiamo inviare collettivamente un segnale forte all’industria"

Il riferimento è agli acquisti congiunti** di vaccini contro il Covid19**,per evitare che i 27 Stati membri dell'Ue si facessero concorrenza. Un modello simile è stato poi utilizzato per comprare gas non russo durante la crisi energetica tramite una piattaforma comune.

La strategia industriale di difesa seguirà questo modello, ha spiegato von der Leyen, e incanalerà i fondi in progetti con il maggior impatto possibile.

Teoricamente, l'uso dei fondi europei dovrà essere strettamente limitato a scopi industriali, di ricerca e innovazione, poiché i trattati vietano di finanziare operazioni con implicazioni militari o di difesa tramite il bilancio comune.

Per questo motivo, ad esempio, le forniture militari all'Ucraina da parte dell'Unione sono state erogate tramite il Fondo europeo per la pace (European Peace Facility), uno strumento formalmente esterno al bilancio dell'Ue.

Secondo quanto annunciato da von der Leyen, la nuova strategia prevede di facilitare accordi di acquisto anticipato con l'industria della difesa, per fornirle ordini stabili e prevedibili nel lungo periodo. Il bisogno più urgente, ha spiegato, è ricostruire, rifornire e modernizzare le forze armate degli Stati membri.

Favorevoli e contrari

L'idea è sostenuta dal Partito popolare europeo, il gruppo più numeroso del Parlamento, e stessa famiglia politica di von der Leyen.

David McAllister, eurodeputato tedesco del Ppe sostiene in un'intervista a Euronews che al momento gli Stati membri spendono troppo a livello nazionale. "Dobbiamo cooperare più strettamente in Europa. Abbiamo bisogno di più tecnologia e competenze in materia di difesa. Dobbiamo acquistare insieme più attrezzature per la difesa. E se l'Unione europea può avviare questo processo, facendo sì che gli Stati membri lavorino a più stretto contatto, ciò rientra nell'interesse di tutti".

Ma non tutti i membri del Parlamento europeo sono d'accordo con questo punto di vista. Al gruppo della Sinistra non piace né il metodo né il merito della proposta. L'eurodeputato belga Marc Botenga ritiene il sistema di acquisti congiunti "una procedura pessima e antidemocratica".

Le misure in cantiere, spiega in un'intervista a Euronews, avranno un impatto molto importante sull'industria europea, con la produzione di armi di fatto sovvenzionata. "Questo, da un lato, favorirà alcune aziende, quelle che producono armi, a discapito di altre. Poi alcune aziende, che potrebbero produrre ad esempio aerei antincendio, saranno invece incoraggiate a produrre armi. Non è questa l'Europa che vogliamo".

Nel suo discorso al Parlamento, Von der Leyen ha anche detto di voler utilizzare i profitti derivanti dai beni russi congelati nell'Ue per acquistare equipaggiamenti militari da consegnare all'Ucraina. "Con o senza i nostri partner, non possiamo permettere che la Russia vinca. Per questo è ora che l'Europa faccia un passo avanti".

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