Le elezioni in Polonia saranno decisive per l'Ue

Un manifesto elettorale del PiS, il partito attualmente al governo in Polonia
Un manifesto elettorale del PiS, il partito attualmente al governo in Polonia Diritti d'autore Czarek Sokolowski/Copyright 2023 The AP. All rights reserved
Di Vincenzo Genovese
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I deputati al Parlamento europeo riconoscono che le elezioni in Polonia saranno decisive anche per l'Ue: se il partito Diritto e Giustizia rimanesse al potere, potrebbe aumentare la tensione tra Varsavia e Bruxelles

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Al momento i sondaggi per il voto che si terrà domenica 15 ottobre prevedono un testa a testa fra due partiti che comunque avrebbero bisogno di alleanze per formare un governo, nel quinto Paese per dimensioni e popolazione dell'Ue.

Destra contro destra

Da una parte c'è la destra nazionalista e conservatrice di Diritto e Giustizia (PiS), attualmente al potere con il primo ministro Mateusz Morawiecki, e guidata da Jarosław Kaczyński.

Dall'altra la destra liberale ed europeista di Piattaforma Civica (PO), con a capo Donald Tusk, primo ministro dal 2007 al 2014 e presidente del Consiglio europeo dal 2014 al 2019.

I membri del Parlamento europeo riconoscono l'importanza della sfida elettorale e prendono posizione. A favore del PiS ci sono i suoi alleati nel gruppo dei Conservatori e riformisti europei, tra cui Fratelli d'Italia: l'eurodeputato Carlo Fidanza, capo-delegazione di FdI, sottolinea il ruolo del governo polacco nel contrastare la politica espansionistica della Russia, culminata con la guerra in Ucraina.

"Una conferma della maggioranza di governo darebbe continuità a questa scelta e sarebbe un fattore di stabilità per la postura geopolitica dell'Ue nel suo complesso".

A suo giudizio, c'è una "sintonia di fondo" tra il governo italiano e il governo polacco sulle politiche migratorie: "L'unica cosa che l'Unione europea in tutti questi anni non ha fatto è stato difendere meglio le sue frontiere esterne".

Molto critica verso il governo del PiS, come tutti i gruppi di sinistra dell'Eurocamera, la co-presidente dei Verdi/Alleanza libera per l'Europa, l'eurodeputata tedesca Terry Reintke.

"L'attuale governo non è stato costruttivo rispetto alle politiche europee negli ultimi anni: abbiamo visto un attacco su larga scala allo Stato di diritto in Polonia, la violazione della costituzione polacca, la mancanza di dialogo con le istituzioni europee".

La differenza principale con l'attuale opposizione, secondo Reintke, è proprio la "posizione costruttiva a livello europeo" sui vari temi di discussione, dalla transizione ecologica, alle migrazioni. "Magari hanno posizioni conservatrici, ma perlomeno sono costruttivi nell'impegnarsi a livello europeo".

"La Polonia è un Paese membro dell'Ue, ma ad oggi non rispetta la maggior parte di quello che c'è scritto nell'articolo due del Trattato sull'Unione europea"
Arianna Angeli
Docente di diritto costituzionale comparato all'Università degli studi di Milano

Scontro sena fine

Secondo Arianna Angeli, docente di diritto costituzionale comparato all'Università di Milano ed esperta del caso polacco, negli ultimi anni il governo di Varsavia ha assunto "un atteggiamento ostile" nei confronti dell'Unione.

Lo scontro principale riguarda il rispetto dello Stato di diritto e l'indipendenza della magistratura dal potere politico. A causa di una riforma giudiziaria considerata pericolosa per la separazione dei poteri, la Commissione europea ha comminato diverse procedure di infrazione alla Polonia e persino attivato nel 2017 l'Articolo 7, procedura che se portata a termine può togliere temporaneamente a uno Stato membro i suoi diritti in seno all’Unione, fra cui quello di voto.

"La Polonia è un Paese membro dell'Unione, ma ad oggi non rispetta la maggior parte di quello che c'è scritto nell'articolo due del Trattato sull'Unione europea, che recepisce i criteri di adesione all'Ue. E questo è il principale problema che il Paese si trova ad affrontare", dice Angeli.

Di recente il livello dello scontro si è alzato quando, a ottobre 2021, il Tribunale costituzionale polacco ha dichiarato la costituzione del Paese incompatibile con alcuni articoli del Trattato sull'Unione europea. Poi, tra deferimenti alla Corte di giustizia dell'Ue e multe salate inflitte a Varsavia, la tensione si è abbassata, fino all'approvazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza polacco avvenuta nel giugno 2022.

Ma i problemi nell'architettura del sistema giudiziario polacco restano, e per questo dalla Commissione non sono ancora stati versati i fondi del Pnrr. 

"La richiesta della Commissione è chiara: la Polonia deve assicurare l'indipendenza del potere giudiziario, uno dei requisiti fondamentali per il rispetto dell'articolo due del Tue. Ad oggi questo sarebbe possibile solo con una riforma del Consiglio nazionale della magistratura, i cui membri togati vengono attualmente selezionati dal Sejm, la camera bassa del Parlamento polacco: sarebbe impensabile in qualsiasi altro sistema che i giudici del Csm non siano eletti da giudici ma dal Parlamento". 

La riforma del Consiglio nazionale della magistratura è indispensabile in Polonia, spiega Arianna Angeli, perché tutti i giudici che entrano nel sistema giudiziario polacco, sono selezionati da quest'organo, che poi ne gestisce anche le carriere.

Secondo la docente, qualora vincesse le elezioni il partito che guida la maggioranza di governo, potrebbe consolidarsi il sistema attuale, con un confronto sempre più aspro tra Varsavia e Bruxelles.

"Queste continue violazioni a un certo punto genereranno delle tensioni anche con gli altri Paesi membri dell'Unione. E alla fine, a mio parere, si potrebbero creare anche dei problemi nei meccanismi di funzionamento dell'Unione, che vive oggi un costante assedio interno da parte di uno dei Paesi membri".

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Referendum contestati

Da tenere d'occhio, comunque, non ci sarà solo l'esito del voto, ma anche quello di un referendum con quattro quesiti indetto lo stesso giorno delle elezioni. 

La prima delle domande che saranno poste ai polacchi riguarda la vendita ad entità straniere di "asset statali", la seconda l'innalzamento dell'età pensionabile, la terza la rimozione di una barriera al confine con la Bielorussia e la quarta sembra una sfida diretta a Bruxelles: "Sei favorevole all'ammissione di migliaia di immigrati illegali dal Medio Oriente e dall'Africa, in base al meccanismo di ricollocamenti forzati imposto dalla burocrazia europea?".

Il riferimento è a due regolamenti di riforma della politica migratoria europea, tra l'altro non ancora divenuti legge ma soltanto concordati fra gli Stati membri, con l'opposizione di Polonia e Ungheria che sono state messe in minoranza nella votazione.

Ma le modalità con le quali sono formulati questi quesiti preoccupano gli esperti. "Ciò testimonia ulteriormente l'ostilità latente nei rapporti tra la Polonia e l'Unione europea", afferma Arianna Angeli. "Il governo si serve di un referendum per riaffermare la propria ideologia e utilizza dei quesiti formulati in maniera quantomeno inquietante per ribadire la propria posizione ideologica".

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