Polonia al voto, le elezioni più importanti dal 1989

Il voto in Polonia
Il voto in Polonia Diritti d'autore AP Photo/Michal Dyjuk
Di Euronews
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L'elettorato polacco è chiamato a scegliere tra i conservatori al Governo e la coalizione europeista guidata da Tusk. Gli exit poll alle 20

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I polacchi domenica votano per elezioni parlamentari considerate la tornata più importante di quest'anno in Europa perché in grado di determinare se un Paese da 38 milioni di abitanti continuerà nella sua deriva anti-Ue pilotata dal leader del partito di governo, il sovranista Jarosław Kaczyński, o rientrerà nell'alveo europeo seguendo un ex-presidente del consiglio europeo, Donald Tusk, e i suoi alleati.

Polarizzati su questioni identitarie o completamente disinteressati alla politica, gli aventi diritti al voto convergono sull'importanza di questa occasione. La lista dei temi urgenti che hanno infiammato la campagna elettorale è lunga: diritto all**’aborto**, aiuti all’Ucraina, politiche sociali. Negli anni le questioni identitarie sono diventate oggetto di un vero e proprio scontro politico tra le fazioni e hanno contribuito a polarizzare l'elettorato

Europeisti e nazionalisti

Il partito Kaczynski è in vantaggio di cinque punti su quello di Tusk, ma molto - se non tutto - dipenderà dalla prestazione di formazioni minori. In gioco è anche un Paese membro della Nato di importanza logistica cruciale per gli sforzi dell'alleanza occidentale in favore dell'Ucraina.

Il partito Diritto e Giustizia (Pis) di Kaczynski cerca di ottenere un terzo mandato da quando è arrivato al potere otto anni fa, nel 2015. "Se domenica vincesse il Pis (…) ciò renderebbe l'atteggiamento del governo polacco ancora più pericoloso per l'approccio europeo" delle politiche comunitarie, ha sostenuto il vice presidente del gruppo S&D all'Eurocamera, Pedro Marques, in linea con i timori dell'opposizione. "La Polonia è un grande e importante Paese d'Europa e quella di domenica sarà una grande questione democratica", ha detto ancora Marques.

Il Pis invece presenta le elezioni come una scelta tra un'opposizione legata agli interessi stranieri, in particolare a quelli della Germania, e morbida sull'immigrazione, e un governo che difenderà la sovranità e i confini della Polonia.

Sondaggi e sbarramento

La Coalizione civica (Ko, l'alleanza guidata da Tusk) è in crescita a circa il 30% ma resta dietro al Pis, cui viene attribuito un 35%. L'esito finale dipenderà dalle sorti dell'alleanza agraria di centro-destra Terza Via: se dovesse finire sotto l'alta soglia di sbarramento dell'8% per entrare in Parlamento vicino alla quale la collocano alcuni sondaggi, svanirebbero le attuali speranze dell' opposizione di formare un governo.

Visto il sistema di riattribuzione al vincitore dei seggi dei partiti finiti sotto la soglia di sbarramento, importanti saranno anche le prestazioni di altre due alleanze minori: la Sinistra e quella di estrema destra Confederazione.

La campagna elettorale è stata dominata da questioni di sovranità e sicurezza con una risorgente questione dei migranti e l'inasprimento delle relazioni con l'Ucraina su quella del grano. Il Pis si è ripetutamente scontrato con l'Ue per le riforme che, secondo i critici, hanno politicizzato il sistema giudiziario e trasformato i media di proprietà statale in uno strumento di propaganda. Tusk accusa Kaczyński di erodere la separazione dei poteri per distruggere la democrazia, una valutazione condivisa da Bruxelles e da molte organizzazioni internazionali per i diritti civili.

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