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La Norvegia apre all'estrazione mineraria in profondità: insorgono i gruppi ambientalisti

A view of a supply ship at the Edvard Grieg oil field, in the North Sea.
A view of a supply ship at the Edvard Grieg oil field, in the North Sea. Diritti d'autore AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Ian Smith Agenzie:  AP
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Il governo norvegese ha manifestato l'intenzione di aprire le acque del Paese all'estrazione mineraria in profondità, ma i gruppi ambientalisti hanno criticato la mossa.

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I gruppi ambientalisti hanno condannato la proposta della Norvegia di aprire all’estrazione commerciale in profondità parti della piattaforma continentale del Paese.

Il governo norvegese ha annunciato le sue intenzioni martedì, anche se la mozione deve ancora essere discussa formalmente dal parlamento durante il corso dell'anno.

Quali sono gli impatti ambientali dell'estrazione in alto mare?

Si teme che l'estrazione nei fondali marini possa minacciare la biodiversità degli ecosistemi vulnerabili dell'area.

"Andare avanti e scatenare una corsa all'estrazione in profondità nell'Artico sarebbe criminale", ha avvisato Louisa Casson, responsabile globale della campagna Stop Deep Sea Mining di Greenpeace.

"La Norvegia parla di guidare il mondo, ma evidentemente non ha ricevuto il promemoria sulla crescente opposizione a questa pratica industriale", ha scritto in un comunicato.

"Le aziende all'avanguardia della transizione verde stanno già chiedendo di fermare questa attività distruttiva, così come i cittadini e i governi dall'Europa al Pacifico".

Anche il World Wide Fund for Nature (WWF) ha denunciato la proposta.

"Il WWF condanna fermamente la decisione del governo norvegese di aprire 281.000 chilometri quadrati di oceano - un'area più grande del Regno Unito - all'estrazione in profondità nei delicati fondali artici".

Gli scienziati confutano le affermazioni secondo cui l'estrazione in acque profonde è necessaria per la transizione verde

All'inizio del mese l'European Academies’ Science Advisory Council (EASAC), un'organizzazione composta dalle Accademie nazionali delle scienze degli Stati membri dell'UE, oltre a Norvegia, Svizzera e Regno Unito, ha chiesto una moratoria sull'estrazione in acque profonde.

Michael Norton, direttore dell'EASAC per l'ambiente, ha ribadito che è "fuorviante" affermare che l'estrazione in acque profonde è necessaria per una transizione energetica verde.

Anche l'Agenzia norvegese per l'ambiente ha espresso preoccupazione per l'iniziativa. Ha sottolineato, infatti, che la sua valutazione d'impatto non fornisce una base decisionale per consentire l'estrazione di minerali.

Perché la Norvegia vuole autorizzare l'estrazione in acque profonde?

Terje Aasland, ministro norvegese per il petrolio e l'energia, ha invece affermato che il Paese ha bisogno di minerali per favorire la transizione verso un'economia più verde.

La Norvegia ritiene che l’iniziativa sia in linea con la strategia del Paese di cercare nuove opportunità economiche e ridurre la sua dipendenza dall'industria del petrolio e del gas.

I fondali norvegesi sarebbero, infatti, ricchi di minerali, tra cui rame, zinco, manganese e cobalto.

"Attualmente le risorse sono controllate da pochi Paesi, il che ci rende vulnerabili", ha dichiarato Aasland.

La Norvegia, uno dei Paesi più ricchi del mondo grazie alle sue vaste riserve di petrolio e gas, possiede importanti risorse minerarie sul fondo marino, la cui estrazione potrebbe diventare "una nuova e importante industria" per il Paese, sostengono dal ministero del Petrolio e dell'Energia.

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Se si dimostreranno redditizie e se l'estrazione potrà avvenire in modo sostenibile, le attività minerarie sui fondali marini potranno rafforzare l'economia, compresa l'occupazione in Norvegia, garantendo al contempo la fornitura di metalli cruciali per la transizione del mondo verso l'energia sostenibile, aggiungono dal ministero.

La proposta della Norvegia giunge un mese prima di una riunione dell'Autorità internazionale per i fondali marini a Kingston, in Giamaica, che affronterà la spinosa questione dell'opportunità di estrarre su scala industriale minerali preziosi dalle profondità dell'oceano.

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