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Che cos'è la "città dei 15 minuti"?

Manifestanti in strada a Oxford
Manifestanti in strada a Oxford Diritti d'autore Thames Valley Police
Diritti d'autore Thames Valley Police
Di Lottie Limb
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Il modello di città sostenibile a cui si sono aggrappati i complottisti

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Ridurre la presenza delle auto nelle strade cittadine per limitare le emissioni e proteggere i residenti dall'inquinamento atmosferico dannoso: recentimisure messe in campo a Oxford, in Inghilterra, hanno sollevato perplessità nelle ultime settimane. Secondo alcuni manifestanti, infatti, porteranno a un "lockdown climatico".

La teoria del complotto in merito al concetto della "città dei 15 minuti", un concetto di pianificazione urbana in cui le persone vivono a pochi passi - o a poca distanza in bicicletta, da tutto ciò di cui hanno bisogno - è esplosa online.

E secondo un'indagine di DeSmog, una rete internazionale di affermati negazionisti del clima e del Covid la sta alimentando.

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Cosa sta facendo il consiglio comunale di Oxford per ridurre il traffico?

"Dobbiamo mettere le persone, non le auto, al primo posto nei sistemi di trasporto". Queste le parole incontrovertibili del direttore del programma ambientale delle Nazioni Unite Erik Solheim nel 2016.

Da anni le città europee cercano di rimediare a questo squilibrio attraverso varie misure; ad esempio, con il potenziamento delle piste ciclabili a Berlino o la pedonalizzazione del centro di Pontevedra in Spagna.

Il modello "Low Traffic Neighbourhoods" (quartieri a basso traffico) è una strategia comune nel Regno Unito. I LTN riducono il numero di auto che attraversano le strade residenziali erigendo barriere chiamate "filtri modali". È una caratteristica delle città sin dagli anni '60, ma la pandemia ha alimentato il loro utilizzo a Londra e in altre città, inclusa Oxford.

Dopo aver consultato i cittadini, nel luglio 2022 il consiglio della contea di Oxfordshire ha votato per rendere permanenti alcuni LTN fino a quel momento temporanei.

Di recente Oxford ha deciso che sperimentarà un sistema di "filtraggio del traffico" su sei strade della città. Sarà necessario che le auto ottengano i permessi per percorrerle. Le telecamere del traffico verranno utilizzate per scansionare le targhe dei conducenti e multare quelle senza permesso (con numerose esenzioni).

Inoltre, il Consiglio comunale di Oxford ha approvato il concetto di "città dei 15 minuti".

A dicembre la teoria del complotto in merito al modello della città dei 15 minuti ha iniziato a crescere, alimentata dai social media, dove alcuni utenti hanno affermato che si tratta di un sistema di sorveglianza per limitare la mobilità delle persone.

Tanto che consiglio di contea e consiglio comunale di Oxford hanno dovuto fare una dichiartazione congiunta per smentire tutta quella disinformazione. Ma a quel punto le teorie avevano già assunto vita propria.

Getty Images
Il consiglio comunale di Oxford lotta contro il traffico che sta danneggiando l'economia e l'ambienteGetty Images

Che cos'è la "città dei 15 minuti"?

Si tratta di unconcetto urbano residenziale sostenibile in cui la maggior parte delle necessità quotidiane dei residenti può essere soddisfatta spostandosi nel raggio di 15 minuti da casa. Il modello viene da Parigi, ideato dall’urbanista franco-colombiano Carlos Moreno.

Nel raggio di 15 minuti a piedi o in bicicletta, afferma il professore della Sorbona, “le persone dovrebbero poter vivere l'essenza di ciò che costituisce l'esperienza urbana: accedere al lavoro, alla casa, al cibo, alla salute, all'istruzione, alla cultura e al tempo libero".

Ci sono validi motivi per cui i LTN sono divisivi nel Regno Unito. I commercianti hanno espresso preoccupazione per l'impatto sul traffico, ad esempio; secondo alcuni residenti, invece, faranno aumentare il traffico nelle strade circostanti.

Chi sta alimentando il complotto?

Si tratta del gruppo "Not Our Future", spiega DeSmog. Una rete di negazionisti climatici di alto profilo e teorici della cospirazione provenienti da tutto il mondo.

Jennie King, responsabile della ricerca e della politica sul clima presso il think tank dell'Institute for Strategic Dialogue (ISD), ha spiegato che la pandemia ha rappresentato un punto di svolta per i negazionisti, che stanno cavalcando il trauma vissuto da milioni di persone in tutto il mondo.

"Quel trauma è stato utilizzato come arma dalla lobby anti-climatica, che ora condanna qualsiasi politica pubblica come una 'violazione delle libertà civili' e fa paragoni diretti con il Covid", ha detto.

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