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Dai prodotti agricoli alle bioplastiche: l'enorme potenziale delle microalghe

In collaborazione con The European Commission
Dai prodotti agricoli alle bioplastiche: l'enorme potenziale delle microalghe
Diritti d'autore Euronews
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Di Denis Loctier
Pubblicato il
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Le microalghe vengono usate per produrre mangimi, fertlizzanti, bioplasitche e biocarburanti, rendendo l'agricoltura più sostenibile e fornendo alternative più ecologiche alla plastica comune

Ogni goccia di acqua marina è ricca di vita microscopica. Molti in Europa credono che una specie particolare, chiamata microalga, abbia il potere di cambiare il mondo, rendendo l'agricoltura più sostenibile e fornendo alternative più ecologiche alla plastica. Questi minuscoli organismi marini potrebbero aiutarci a risolvere alcune delle più grandi sfide che il nostro pianeta deve affrontare.

Almería, nel sud della Spagna, è nota per le sue spiagge e la sua industria agricola. La regione ospita una vasta rete di serre, nota come "mare di plastica". Questo clima è un paradiso per le microalghe, organismi unicellulari in grado di convertire la luce del sole, i nutrienti e l'anidride carbonica in biomolecole. I ricercatori locali hanno trovato ceppi di microalghe che possono purificare le acque reflue e produrre fertilizzanti e altri prodotti per gli agricoltori.

"Hanno proprietà biostimolanti per la produzione di cibo - dice Gabriel Acién, professore di ingegneria chimica e coordinatore del progetto Sabana all'Università di Almeria -. Abbiamo anche isolato più o meno dieci diversi microrganismi in grado di fornire biopesticidi per poter controllare funghi, insetti e altre malattie nelle serre senza usare sostanze chimiche, ma solo queste molecole naturali ottenute dalle microalghe."

Grazie ai progetti Sabana e Algaenauts, finanziati da Bruxelles, un'azienda biotecnologica locale ha sviluppato una gamma di prodotti agricoli commerciali a base di microalghe. Queste alternative ecologiche sono in linea con la strategia Farm to Fork dell'Unione europea, che mira a dimezzare l'uso di pesticidi chimici entro la fine del decennio. "Dobbiamo tenere presente che entro il 2030 dobbiamo eliminare i composti chimici in agricoltura per ottenere una produzione alimentare sostenibile e sana", dice Joaquín Pozo Dengra, coordinatore del progetto Algaenauts.

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Le microalghe producono ossigeno attraverso la fotosintesi, essenziale per la vita sulla Terra.Euronews

Sebbene i fertilizzanti e i pesticidi a base di microalghe possano essere più costosi dei prodotti chimici tradizionali, gli agricoltori li considerano più efficienti: basta una quantità inferiore di prodotto per ottenere lo stesso risultato. Inoltre, molti consumatori sono disposti a pagare di più per prodotti coltivati in modo più naturale. "Le piante che non sono state trattate con sostanze chimiche sono più tenere, più verdi, più naturali - dice David García Lopez, un coltivatore locale di pomodori -. Alla fine, si ottiene un prodotto di qualità superiore".

Produrre bioplastica con le microalghe

L'inquinamento da plastica è un problema per le regioni costiere come la Bretagna, in Francia. I rifiuti marini sono all'origine di particelle minuscole che finiscono nella catena alimentare. Secondo il ricercatore Stéphane Bruzaud il problema dovrebbe essere risolto attraverso la raccolta e il riciclaggio, ma in alcuni casi anche le alternative biodegradabili potrebbero svolgere un ruolo importante.

"Ci sono delle plastiche che finiscono negli ambienti terrestri o marini, per le quali lo sviluppo di polimeri biodegradabili può essere una soluzione eco-responsabile - dice Bruzaud -. Ad esempio, plastiche utilizzate nel settore della pesca. O nel settore agricolo, in quello cosmetico o delle fibre tessili".

Un altro progetto europeo, Nenu2PHAr, sta mettendo a punto la produzione industriale di biopolimeri utilizzando batteri marini e zuccheri estratti da microalghe. I ricercatori sostengono che queste bioplastiche sono più sostenibili di quelle prodotte da colture agricole, poiché la produzione delle microalghe non richiede terreni coltivabili.

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Fertilizzanti e i pesticidi a base di microalghe sono già in commercio in tutto il mondoEuronews

"Possiamo realizzare un bioreattore in un deserto, ad esempio - dice Gabriel Brouchon, ricercatore in biotecnologie -. Non siamo in grado di coltivare barbabietole in un deserto, ma possiamo costruire bioreattori in grado di produrre questi zuccheri da utilizzare poi per produrre bioplastiche.". Le proprietà di questi materiali sono paragonabili a quelle delle plastiche tradizionali e possono essere adattati per soddisfare requisiti specifici.

Integratori alimentari, cosmetici e biocarburanti

I potenziali usi delle microalghe sono numerosi: dagli integratori alimentari ai cosmetici e ai biocarburanti. La tecnologia sta avanzando rapidamente e si prevede che il Green Deal europeo darà una spinta al settore nei prossimi anni.

Un'azienda con sede vicino a Faro, in Portogallo, ha affinato le sue tecniche di produzione di microalghe per oltre un quarto di secolo. João Navalho, co-fondatore dell'azienda, ritiene che il vero potenziale di questa industria possa essere pienamente realizzato solo eliminando gli ostacoli burocratici, snellendo le normative nazionali e affrontando quella che lui percepisce come un'ingiusta concorrenza da parte di settori dannosi per l'ambiente, che estraggono risorse naturali a basso costo.

"Siamo molto pochi e molto piccoli - dice Navalho - ma potremmo diventare grandi e svolgere un ruolo importante per il futuro dell'Europa: fornire un nuovo tipo di cibo alle persone e agli animali, un nuovo modo di produrre le cose che già produciamo, ma in modo meno dannoso per l'ambiente".

Un esempio è l'acquacoltura, che in genere utilizza le microalghe, o fitoplancton, per nutrire i giovani pesci e altre specie allevate. Nella stazione di ricerca sull'acquacoltura di Olhão viene studiato l'uso di vari ceppi per rendere i pesci più sani. Sono in corso ricerche per esplorare i potenziali benefici delle microalghe anche per i pesci adulti: un modo per rendere più sostenibili i mangimi dell'acquacoltura industriale.

"Dal momento che le microalghe fanno parte della catena alimentare dei pesci, è naturale che vengano utilizzate per sostituire gli oli e le farine di pesce e, allo stesso tempo, contribuiscano al benessere degli animali, potenziando il loro sistema immunitario e la resistenza allo stress", dice Sara Castanho, tecnico dell'Istituto portoghese del mare e dell'atmosfera (Ipma).

I mangimi per pesci contengono spesso proteine provenienti da colture agricole. Sostituendole con microalghe si potrebbe in teoria ottenere lo stesso risultato senza sottrarre terreno alla coltivazione di cibo. "Oggi il mangime per per i pesci marini, ad esempio, è basato sul grano - dice Pedro Pousão-Ferreira, responsabile dell'Ipma -. E, come sapete, il grano scarseggia a causa della guerra in Ucraina. Quindi si cercano possibili alternative, come le microalghe".

Queste minuscole creature hanno dato il via alla vita nell'oceano centinaia di milioni di anni fa. Oggi le microalghe possono aiutare le economie costiere a evolvere verso una maggiore sostenibilità, proteggendo l'oceano dall'inquinamento e da altre minacce.

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