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Scovare il metano per ridurre il riscaldamento climatico

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Scovare il metano per ridurre il riscaldamento climatico
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Di Jeremy Wilks
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Secondo il rapporto dell'Ipcc del mese scorso, dobbiamo ridurre le emissioni industriali di metano. Ma trovare le fonti è più complicato di quanto si pensi.

L'estate più calda mai registrata in Europa

In Europa abbiamo avuto l'estate più calda mai registrata, con temperature da giugno ad agosto di quasi un grado Celsius sopra la media 1991-2020. Un po' più delle estati più calde precedenti, nel 2010 e nel 2018.

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1°C più della media in Europa quest'estateEuronews

Ora diamo un'occhiata ad alcuni dei dati che abbiamo per il mese di agosto.

Su questa mappa potete vedere le anomalie della temperatura in tutta Europa, e come il continente sia diviso in due.

A Siracusa la temperatura più alta mai registrata in Europa
Euronews - CopernicusA Siracusa la temperatura più alta mai registrata in Europa

A sud e a est c'è stata un'ondata prolungata di caldo: la città di Siracusa in Italia ha raggiunto quello che potrebbe essere confermato come un nuovo massimo storico europeo l'11 agosto con 48,8 gradi.

Ma dalla Francia attraverso l'Ucraina fino alla Scandinavia le temperature il mese scorso sono state di uno o due gradi inferiori alla media.

A caccia di metano nelle città

Secondo il rapporto dell'Ipcc del mese scorso, dobbiamo impegnarci molto per ridurre le emissioni di metano di origine industriale. Questo perché il metano è un potente gas serra. Lungo un periodo di vent'anni è 84 volte più potente dell'anidride carbonica.

Ora, esistono diversi approcci per trovare fughe di metano. Si possono usare i satelliti e i modelli atmosferici di Copernicus per trovare inattese fonti di metano in impianti di petrolio e gas.

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Cercare il metano con i satellitiEuronews - Copernicus - Esa- Kayrros

L'altro approccio è molto più terra terra, e consiste nell'andare a caccia di metano strada per strada. Come fanno Hossein Maasallahi e Hanne Noto, due ricercatori dell'Università di Utrecht.

Il metano è un gas incolore e inodore, ma i loro strumenti sono in grado di scovarlo facilmente: "Se c'è un miliardo di molecole nell'aria e una di queste è metano, questi strumenti sono in grado di rilevarlo", afferma Hossein.

Cerchiamo ora indizi della presenza di metano da tubazioni del gas che perdono nel sottosuolo. Possono passare inosservati per mesi o addirittura anni. Ma non oggi. Hossein si ferma e annuncia, mostrandoci il monitor dell'apparecchiatura: "Improvvisamente qui ha fatto un salto fino a quasi 1.000 ppm".

1.000 ppm, cioè parti per milione, è 500 volte al di sopra dei livelli normali, quindi c'è sicuramente una fuga di metano qui da qualche parte.

Che cosa facciamo ora? Risponde Hanne: "Preleviamo campioni d'aria e li portiamo in laboratorio, dove possiamo fare un'analisi più approfondita del campione e scoprire quale sia l'origine della perdita".

Ma non siamo ancora pronti per il laboratorio. Hanne e Hossein proseguono la loro ricerca.

Si fermano in un'altra strada di periferia per controllare un debole segnale. Gas serra fuoriescono da una conduttura sotterranea, ma è difficile capire esattamente da dove.

Il ritrovamento successivo è effettuato vicino a un impianto di depurazione.

"Vogliamo stabilire da dove viene il metano che troviamo. Non tutto proviene dal sistema fognario, non tutto proviene da fughe di gas", spiega Hossein.

I campioni vengono quindi portati ai colleghi del laboratorio per misurare le impronte chimiche del gas e determinare esattamente da dove provenga. L'obiettivo è che questa tecnologia sia ampiamente utilizzata per trovare e mettere rimedio a fughe di metano altrimenti invisibili.

Considerati gli effetti che il metano ha sul clima, questo potrebbe avere un grosso impatto, sostiene il Thomas Röckmann, professore di fisica e chimica dell'atmosfera all'Università di Utrecht: "Un recente studio ha dimostrato che è possibile ridurre le emissioni di metano del 50 per centro entro il 2030. Se ci riusciamo, possiamo prevenire il riscaldamento di un quarto di grado entro la metà di questo secolo, e addirittura di mezzo grado entro il 2100. Rappresenterebbe una frazione davvero significativa del riscaldamento che ci aspettiamo".