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Venti di energia verde in Europa

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Venti di energia verde in Europa
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Questo mese abbiamo la rara opportunità di visitare un parco eolico offshore nel Mare del Nord. Vediamo le turbine da vicino e scopriamo come i dati climatici vengono usati grazie alle tecnologie più recenti per sfruttare al massimo la potenza del vento. Prima, però, i dati climatici di aprile con il Servizio sui cambiamenti climatici di Copernicus.

La primavera inizia prima, le gelate sono più devastanti

Se siete in Europa e il mese scorso vi è sembrato più freddo del solito, avete ragione. Nella regione le temperature sono state 0,9 gradi inferiori alla nuova media 1991-2020.

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Un aprile più freddo della mediaeuronews

Se poi diamo un'occhiata alla mappa qui sotto, potete vedere che in tutta l'Europa centrale e occidentale le temperature in aprile sono state più di 2 gradi al di sotto della media. La Slovenia ha toccato un nuovo minimo storico per il mese e nel Regno Unito è stata registrata la temperatura minima media più bassa dall'aprile del 1922. In Francia viti e alberi da frutto sono stati devastati da forti gelate. Uno dei motivi per cui hanno subito tutti questi danni è che ora fa di solito più caldo all'inizio dell'anno, come spiega il climatologo Robert Vautard:"Bisogna fare molta attenzione a queste gelate tardive, perché con il riscaldamento climatico il periodo di crescita si è allungato, e la stagione primaverile comincia prima. Quindi può accadere che la vegetazione sia esposta a gelate che in aprile sono normali, ma in uno stadio di sviluppo della vegetazione che può essere più avanzato".​

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Gelate devastanti in Europaeuronews

L'energia che viene dal vento

Abbiamo avuto la rara opportunità di avvicinarci ad alcune turbine eoliche offshore al largo del Belgio. Volevamo vedere come si sta espandendo il settore e come sfruttare al meglio la forza del vento.

"Nessuno vuole le turbine sotto casa"

Nel dicembre 2018 il governo belga ha approvato la creazione di nuove zone eoliche offshore per raddoppiare l'attuale capacità di energia entro il 2026. L'obiettivo è di produrre circa 16 TWh di elettricità verde all'anno, l'equivalente di circa il 20 per cento del fabbisogno totale di elettricità in Belgio.

Parkwind è una società indipendenta belga che dispone di 201 turbine distribuite su 4 parchi eolici. Il parco eolico che abbiamo visitato nel Mare del Nord, è stato costruito l'anno scorso, e fa parte di un parco più ampio in cui operano anche altre aziende. Complessivamente Parkwind ha una capacità di produzione di 771 megawatt, elettricità sufficiente per alimentare fino a 800 mila case. Si trova 50 chilometri al largo di Ostenda. Perché piazzare le turbine così lontano? Risponde Kristof Verlinden, direttore delle operazioni e della manutenzione di Parkwind: "Più siamo al largo più il vento è stabile ed energico. Un altro fattore è che nessuno vuole le turbine sotto casa, quindi le mettiamo più lontano".

Sempre più in alto...

Arrivato sul posto, il team che accompagniamo si mette al lavoro, effettuando la manutenzione di una delle 399 turbine che contribuiscono ogni giorno a soddisfare il 10 per cento della domanda di elettricità del Belgio. Il settore sta crescendo rapidamente, in ogni senso: la turbina che visitiamo si erge 188 metri sopra il livello del mare, le più alte fanno 220 metri.

"La tendenza è costruire turbine più grandi - spiega Verlinden - perché per ogni turbina c'è bisogno di una fondazione, bisogna installarla, c'è bisogno di navi, di tutta una squadra e del lavoro che ne deriva. Se puoi ottenere 15 megawatt con una sola turbina invece di avere cinque di queste turbine da tre megawatt, risparmi tempo e denaro. Ma alla fine ne dobbiamo costruire di più su superfici sempre più vaste".

Per produrre le turbine adatte a ogni parco eolico i costruttori devono prendere in considerazione le condizioni meteorologiche e il clima: la velocità media del vento in Europa può variare del 6 per cento da un anno all'altro. Il climatologo Gil Lizcano mette in guardia i produttori sui dati sul vento a lungo termine: "È molto importante tenere a mente che un piccolo cambiamento nelle condizioni del vento, solo qualche decimetro al secondo, può influenzare la fattibilità del progetto, può cambiare il tipo di macchina da utilizzare e può cambiare la disposizione delle macchine".

... e sempre più in profondità

Un altro fattore nella fattibilità di un progetto è la profondità del mare. Queste turbine sono collocate su pilastri a 30 metri di profondità, ma molti dei punti migliori per il vento si trovano in acque profonde dove non è possibile installare i pilastri. Ma, ci informa Lizcano, "La tecnologia ha dato la risposta: ora siamo in grado di impiantare turbine galleggianti. Questo apre una finestra per lo sviluppo di progetti eolici offshore in regioni molto ventose, dove c'è la possibilità di connettersi alla rete elettrica, ma dove il mare è molto profondo".

Grazie a queste turbine galleggianti, si prevede che l'eolico offshore passerà dall'attuale 3 per cento della produzione di elettricità in Europa al 25 per cento entro il 2050, andando nel senso degli obiettivi della Commissione europea. Bruxelles intende aumentare in modo massiccio la capacità dei parchi eolici offshore nei prossimi 30 anni, passando dagli attuali 12 gigawatt a 60 entro il 2030 e 300 entro il 2050.