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Elezioni europee, i candidati italiani "impresentabili" secondo la commissione antimafia: chi sono

Un elettore arriva in un seggio elettorale di Roma nelle scorse elezioni europee (26 maggio 2019)
Un elettore arriva in un seggio elettorale di Roma nelle scorse elezioni europee (26 maggio 2019) Diritti d'autore Alessandra Tarantino/Copyright 2019 The AP. All rights reserved.
Diritti d'autore Alessandra Tarantino/Copyright 2019 The AP. All rights reserved.
Di Gabriele Barbati
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I candidati italiani "impresentabili" alle europee secondo la commissione parlamentare Antimafia: perché lo sono? Quali sono le norme che si applicano? E come hanno risposto gli interessati?

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Li hanno chiamati "impresentabili", o perlomeno lo sono le loro candidature per il Parlamento Europeo nelle prossime elezioni: in Italia si vota l'8 giugno (dalle 14 alle 22) e il 9 giugno (dalle 7 alle 23). 

Questa settimana la Commissione parlamentare antimafia ha reso noto che le posizioni di sette candidati (su venti che erano stati segnalati dalle autorità giudiziarie) violano il codice di autoregolamentazione vigente in Italia per le competizioni elettorali.

L'Italia elegge 76 eurodeputati su 720, essendo il terzo Paese Ue più popoloso dopo Germania (96 deputati) e Francia (81 deputati).

I candidati segnalati dalla Commissione Antimafia saranno lo stesso in lista alle Europee?

Uno dei setti nominativi segnalati ha una condanna passata in giudicato e già scontata, tre hanno un processo in corso, un altro è stato dichiarato decaduto da una carica pubblica dopo lo scioglimento di un consiglio comunale. 

Gli altri due sono stati rinviati a giudizio per diverse imputazioni.

Nessuno di loro sarà squalificato dalla corsa elettorale, in quanto il Codice approvato dalla Commissione Parlamentare Antimafia ha una valenza di carattere etico e fornisce più che altro un'indicazione di "opportunità" della candidatura.

"Questo permette una corretta informazione a chi andrà a votare" ha spiegato la presidente della Commissione, Chiara Colosimo, illustrando l'esito delle verifiche pre-elettorali. 

Perché e chi sono i sette candidati alle elezioni "non in regola" per l'Antimafia

Le candidature contestate sono una piccola percentuale di quelle presentate e includono la politica italiana da destra a sinistra: 3 per Forza Italia-Noi Moderati-Ppe, 2 per Fratelli d'Italia, una per Stati Uniti di Europa e una per il Partito Democratico.

Vediamo di chi si tratta e quali sono le ragioni della loro "impresentabilità".

Angelo Antonio D'Agostino, candidato da Forza Italia-Noi Moderati-Ppe nella circoscrizione Meridionale, è stato rinviato a giudizio a Roma per corruzione per un atto contrario ai doveri di ufficio e il processo è in corso.

Marco Falcone, candidato da Forza Italia-Noi Moderati-Ppe nella circoscrizione Isole, si trova in una situazione analoga per due imputazioni, al tribunale di Palermo per induzione indebita a dare e promettere utilità e in quello di Catania per tentata concussione.

Luigi Grillo, candidato da Forza Italia-Noi Moderati-Ppe nella circoscrizione Nord-Ovest, ha invece patteggiato nel 2014 una condanna a 2 anni e mesi 8 di reclusione e l'interdizione da ruoli nella Pubblica Amministrazione per cinque anni per vari reati tra cui l'associazione a delinquere e la corruzione per un atto contrario ai doveri di ufficio.

Giuseppe Milazzo, candidato da Fratelli d'Italia nella circoscrizione Isole, è un europarlamentare in carica: rinviato a giudizio per tentata concussione, è in attesa del processo a settembre a Palermo.

Alberico Gambino, candidato da Fratelli d'Italia nella circoscrizione Meridionale, è l'ex sindaco di Pagani, dichiarato decaduto nel 2019 in quanto riconosciuto responsabile dello scioglimento del consiglio del comune in provincia di Salerno.

Filomena Greco, candidata da Stati Uniti di Europa (lista formata dai radicali di +Europa e da Italia Viva) circoscrizione Meridionale, è a processo in Calabria per turbata libertà del procedimento di scelta del contraente.

Antonio Mazzeo, candidato dal Partito democratico (Pd) nella circoscrizione Centro, è in attesa di giudizio per bancarotta fraudolenta, legata al fallimento del quotidiano L'Unità del cui consiglio di amministrazione ha fatto parte per alcuni mesi.

Le reazioni dei candidati ritenuti "impresentabili" in Italia

"Non capisco come si possa bollare come impresentabile a dieci giorni dal voto una persona che mai ha avuto una condanna e mai ha avuto a che fare con certi ambienti", ha commentato il candidato del Pd Mazzeo alla stampa italiana, non essendo ancora stato giudicato colpevole dell'imputazione contestatagli.

"I criteri della Commissione parlamentare antimafia non soltanto costituiscono una lesione dei diritti costituzionali, ma non fanno giustizia della realtà" ha detto invece D'Agostino di Forza Italia-Noi Moderati-Ppe, il cui avvocato ha specificato come le accuse siano già decadute o superate per via della prescrizione.

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Un ragionamento rivendicato per i rinvii a giudizio e per i processi non conclusi e da chi ha già scontato la pena.

"Non ho nessun conto in sospeso con la giustizia e nessun processo in corso. Non si comprende dunque perché dovrei essere accusato di aver violato il codice di autoregolamentazione" ha dichiarato Grillo, altro candidato di Forza Italia-Noi Moderati-Ppe.

Dopo le verifiche dell'antimafia sono state bocciate anche 45 candidature alle elezioni amministrative, dato che contestualmente alle Europee si voterà per il rinnovo delle cariche in circa 3700 Comuni e per la Regione Piemonte.

Si tratta di 32 "impresentabili" sulla base del codice etico di autoregolamentazione e di 13 politici già sindaci o assessori in giunte comunali sciolte per infiltrazione mafiosa.

Quali sono le cause di ineleggibilità e incandidabilità per il Parlamento Europeo

Il Manuale elettorale pubblicato dalla Camera dei Deputati contenente le norme per le elezioni europee 2024non indica particolari cause di ineleggibilità, se non la mancanza dei requisiti (25 anni di età e cittadinanza europea) e l'impedimento per magistrati il cui servizio sia stato legato al territorio di candidatura.

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Sono previste tuttavia condizioni di incandidabilità. Il testo unico 235 del 31 dicembre 2012 (parte della legge 190/2012 nota anche come Legge Severino, parzialmente modificata dalla Riforma Cartabia del 2023), infatti, prevede che:

"Non possa essere candidato alla Camera, al Senato e al Parlamento europeo e che, comunque non possa ricoprire la carica di deputato, di senatore (e di parlamentare europeo), chi è stato condannato, in via definitiva, a una pena superiore a 2 anni di reclusione per un delitto, consumato o tentato, ricompreso in una delle categorie riportate".

In tali categorie rientrano (con una durata variabile a seconda dei casi ma con un minimo di sei anni) l'associazione a delinquere per il narcotraffico, la prostituzione, la violenza sessuale a danno di minori e per la tratta di esseri umani; i reati contro la pubblica amministrazione come abusi d'ufficio, peculato, concussione e corruzione; i delitti non colposi per cui la pena massima prevista sia almeno di quattro anni di reclusione.

Sono penalizzati anche sindaci e presidenti di Provincia responsabili del dissesto finanziario dell'ente (per 10 anni) e tutti gli amministratori locali (per due tornate elettorali) coinvolti nello scioglimento per infiltrazione mafiosa di consigli comunali e provinciali.

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