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L'Aja respinge lo stop alle armi tedesche a Israele, ma esaminerà il caso

L'Aja respinge lo stop alle armi tedesche a Israele, ma  esaminerà il caso
Diritti d'autore AP Photo/Peter Dejong
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Di Euronews
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La Corte internazionale di giustizia dell'Aja ritiene che le condizioni legali per imporre uno stop nell'immediato non siano soddisfatte

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La Corte internazionale di giustizia dell'Aja ha respinto la richiesta avanzata dal Nicaragua, che chiedeva di imporre alla Germania uno stop all'invio di aiuti militari e di altro tipo a favore di Israele, nonché il ripristino dei finanziamenti all'agenzia delle Nazioni Unite per i profughi palestinesi Unrwa. I giudici hanno spiegato infatti che, a loro avviso, le condizioni legali per impartire un ordine del genere non erano soddisfatte e ha perciò respinto la richiesta con quindici voti a favore e uno contrario.

La sentenza ha riguardato però solo gli ordini immediati: il caso sarà approfondito

“Sulla base delle informazioni fattuali e delle argomentazioni legali presentate dalle parti, la Corte conclude che, allo stato attuale, le circostanze non sono tali da imporre un intervento”, ha dichiarato Nawaf Salam, presidente della Corte. Tuttavia, il collegio di sedici giudici non ha archiviato del tutto il caso. La sentenza della Corte internazionale di giustizia ha riguardato infatti unicamente eventuali ordini immediati da imporre, mentre per l'analisi completa del caso saranno probabilmente necessari anni di lavoro.

Salam ha precisato inoltre che la corte “rimane profondamente preoccupata per le catastrofiche condizioni di vita dei palestinesi nella Striscia di Gaza, in particolare alla luce della prolungata e diffusa privazione di cibo e di altri beni di prima necessità a cui sono stati sottoposti”.

La Germania sostiene di aver inviato pochissime armi a Israele negli ultimi mesi

Durante le udienze, la Germania ha sostenuto di non aver esportato quasi nessun armamento verso Israele da quando è iniziata l'offensiva a Gaza. Il Nicaragua, alleato di lunga data dei palestinesi, sostiene invece che Berlino stia favorendo il presunto genocidio della popolazione civile, inviando armi e supportando in altro modo Israele.

Da parte sua, Tel Aviv (che non è implicata nel caso giudiziario in questione) nega che si tratti di un genocidio e insiste sul fatto che l'operazione militare aerea e terrestre a Gaza sia basata su una legittima difesa, dopo l'attacco di Hamas dello scorso 7 ottobre.

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