Ucraina, manifestanti chiedono una pausa per i soldati al fronte da 18 mesi, la raccolta firme

Manifestante in Ucraina
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Di Greta Ruffino
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I manifestanti si sono riversati nelle principali città dell'Ucraina per chiedere un congedo temporaneo per chi è al fronte da 18 mesi o più. La situazione però non sembra permetterlo

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Decine di manifestanti hanno protestato in molte città dell'Ucraina per chiedere una pausa per i soldati che sono stati sul campo di battaglia per 18 mesi o più. I manifestanti insistono sul fatto che i soldati hanno bisogno almeno di un congedo per riposare, sia dal punto di vista fisico che psicologico.

I partecipanti sottolineano che non chiedono la smobilitazione totale ma una rotazione delle truppe stanche, prevista dalla legge prima della guerra. Molti soldati si sono arruolati nel febbraio del 2022, poco dopo l'inizio della guerra, e raramente hanno abbandonato il campo di battaglia. 

La petizione avrebbe già raggiunto le 25mila firme.

La situazione al fronte, tuttavia, non sembra essere la più adatta per una rotazione massiccia delle truppe. L'esercito russo ha incrementato la pressione nei pressi di Avdiivka, nella regione di Donetsk, cercando di accerchiare e catturare la città. Avdiivka è stato uno dei primi obiettivi dell'invasione russa, in quanto è una località strategica, ma le forze ucraine finora sono riuscite a difenderla.

Allo stesso tempo, le autorità regionali hanno ordinato l'evacuazione obbligatoria delle famiglie con bambini a carico da diverse aree della regione di Kharkiv, perché sono aumentati i bombardamenti gli attacchi da parte russa.

Preoccupazione per l'escalation di violenza

Recentemente, l'Unione europea (Ue) ha ribadito il suo impegno a sostenere pienamente l'Ucraina, nonostante l'attenzione sia ora rivolta alla guerra di Gaza. Diversi Paesi dell'Ue hanno però interrotto il sostegno militare all'Ucraina, come la Slovacchia.

In questo contesto, il vice dell'Alto rappresentante dell'Ufficio delle Nazioni Unite per il disarmo ha espresso preoccupazione per la potenziale escalation della violenza dovuta al continuo rifornimento di armi e munizioni nei conflitti armati come in Ucraina. Ha riferito che i trasferimenti di armi e munizioni alle forze ucraine sono aumentati, ribadendo le preoccupazioni generali dell'Onu sull'uso di mine antiuomo e munizioni a grappolo.

Ma ha anche menzionato, dall'altra parte, alcuni Stati che avrebbero trasferito droni e munizioni alle forze russe, in particolare Iran e Corea del Nord.

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