Convoglio di 17 camion entra a Gaza per portare aiuti ai palestinesi

A Gaza si teme la catastrofe umanitaria
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Di Gianluca Martucci
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Aiuti umanitari, convoglio entra a Gaza. Nella Striscia gli ospedali sono al collasso senza energia elettrica, la gente ha sete e beve acqua contaminata. E aumenta il rischio di un'epidemia di colera e di ipertensione per i bambini

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I media egiziani riferiscono di un convoglio di 17 camion che **è entrato a Gaza per portare aiuti umanitari ai palestinesi.
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I camiontrasportano beni di prima necessità, medicine, forniture mediche e prodotti alimentari.

La situazione umanitaria nella Striscia di Gaza è "catastrofica" e rischia di far schizzare alle stelle il numero dei morti a causa degli ospedali danneggiati e dei servizi igienici carenti. Lo hanno denunciato cinque agenzie dell'Onu tra cui l'Organizzazione mondiale della sanità, l'Unicef e il Programma alimentare mondiale.

Gli ospedali sono saturi e i bambini muoiono "a un ritmo allarmante", hanno avvertito in un comunicato chiedendo alla comunità internazionale di “fare di più” per aiutare gli abitanti di Gaza. "Il tempo si esaurisce prima che i tassi di mortalità aumentino a causa della comparsa di malattie e della mancanza di capacità nell'assistenza sanitaria", si legge nell'appello.

I servizi sanitari scadenti nella Striscia di Gaza, da due settimane assediata da Israele dopo l'attacco di Hamas del 7 ottobre, stanno causando l'aumento dei casi di varicella, scabbia e diarrea causati. L'Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari ha avvertito che la scarsa igiene e il consumo di acqua contaminata stanno peggiorando drasticamente l'emergenza umanitaria.

L'Onu teme che i casi aumenteranno se la sospensione di elettricità fornita da Israele e della consegna di carburante continueranno. "Le strutture sanitarie non hanno più carburante e funzionano con piccole quantità assicurate a livello locale che si prevede finiranno nei prossimi giorni", hanno aggiunto le agenzie che hanno sottoscritto l'appello.

Il convoglio umanitario che ha portato beni di prima necessità nella Striscia dopo l'apertura del valico di Rafah per il transito dei mezzi dall'Egitto trasportava solo cibo, medicine, coperte e materassi. 

Israele si oppone alle consegne di carburante sostenendo che potrebbe essere confiscato da Hamas ed usato per i combattimenti. Il coordinatore delle operazioni umanitarie dell'Onu, Martin Graffiths, ha annunciato che nei negoziati in corso si sta cercando di sviluppare un sistema con cui si possa "in modo chiaro e trasparente monitorare che il carburante che entra non sia usato per la guerra ma solo per scopi pacifici".

L'acqua potabile è arrivata grazie all'Unicef, che ha trasportato 44 mila bottiglie di acqua destinate a 22 mila persone (nella Striscia di Gaza abitano circa 2 milioni e mezzo di persone).

L'agenzia parla di un milione di bambini a Gaza coinvolta nella grave crisi umanitaria. Circa 1.600 hanno perso la vita in due settimane di conflitto. "La fornitura di acqua è una questione di vita o di morte, ogni minuto è importante", ha dichiarato il direttore generale dell'Unicef, Catherine Russell. L'appello è per un'apertura permanente del valico che dall'Egitto permette il passaggio dei mezzi. "Se non saremo in grado di fornire forniture umanitarie costanti, ci troveremo di fronte alla minaccia reale di epidemie pericolose per la vita", ha aggiunto. 

Alcuni palestinesi sono costretti a consumare acqua salata proveniente da pozzi agricoli e questo aumenta il rischio di epidemie di colera e il possibile aumento dei livelli di ipertensione, soprattutto nei neonati, nelle donne incinte e nelle persone con problemi renali.

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