Netanyahu a Hezbollah: "Non entrate in guerra". Gaza: il secondo convoglio umanitario è entrato

Aiuti umanitari al confine di Rafah. (21.10.2023)
Aiuti umanitari al confine di Rafah. (21.10.2023) Diritti d'autore Hatem Ali/Copyright 2023 The AP. All rights reserved.
Di Cristiano TassinariEuronews World - Agenzie internazionali
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Intensificati gli attacchi aerei israeliani su Gaza, Cisgiordania, Siria e al confine libanese. Colpita una moschea a Jenin, dove - secondo Tel Aviv - si nascondeva una cellula di Hamas e Jihad islamica palestinese. Ma gli aiuti umanitari sono passati o no dal valico di Rafah? Israele dice sì

In tarda serata, Israele conferma il passaggio

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Dopo aver diffuso per tutta la giornata la notizia che dal valico di Rafah, al confine con l'Egitto, sono entrati nella Striscia altri 17 camion di aiuti umanitari - oltre ai 20 camion passati sabato _-_nella serata di domenica sono giunte informazioni contrastanti sull'effettivo ingresso del convoglio a Gaza. 

Molte, troppe notizie contraddittorie e fonti confuse. 

I giornalisti dell'Agenzia Reuters, presenti alla frontiera di Rafah, hanno confermato il passaggio del convoglio umanitario, mentre Juliette Touma - portavoce dell'Agenzia Onu per i Rifugiati palestinesi (UNRWA) - ha smentito.
"Nessun secondo convoglio", ha dichiarato. 

Poi, finalmente, in tarda serata, la conferma ufficiale di Israele: "Il convoglio umanitario è entrato nella Striscia di Gaza".

Cosa è successo? Perché questo rallentamento?

Un carro armato delle forze di difesa israeliane (IDF) ha colpito “accidentalmente” una postazione militare egiziana, vicino a Kerem Shalom, nei pressi del confine tra Israele, Egitto e la Striscia di Gaza, causando alcuni feriti e provocando la decisione di "stop" alle operazione da parte delle autorità del Cairo. 

In tarda serata, come scritto sopra, Israele ha confermato il transito del convoglio umanitario. 

Aiuti a "flusso continuo"

Da lunedì 23 ottobre, tuttavia, le operazioni umanitarie dovrebbero essere formalizzate a tutti gli effetti: lo ha assicurato la stessa amministrazione Usa del presidente Joe Biden, per la quale, da lunedì, gli aiuti umanitari dovrebbero entrare a "flusso continuo" e senza interruzione nella Striscia di Gaza, a beneficio della popolazione palestinese. 

Quello che è certo, invece, è che non sono passati, oltre il confine, camion con carburante a bordo.  
Quelli che sono stati avvistati - e descritti dai giornalisti dell'Associated Press - erano camion vuoti e già presenti nella Striscia, che si sono mossi all'nterno del territorio palestinese per spostare il carburante da un deposito all'altro. 

I numeri della guerra

Sul fronte di guerra, intanto, anche domenica gli aerei da guerra israeliani hanno colpito obiettivi in ​​tutta Gaza, provocando decine di vittime. 

Il bilancio delle vittime, a Gaza City e nella Striscia, è salito a 4.651, con 14.254 feriti. 
Nella Cisgiordania occupata sono stati uccisi 90 palestinesi e 1.650 sono rimasti feriti.

In Israele, le vittime sono oltre 1.400, la maggior parte delle quali nell'attacco di Hamas del 7 ottobre.
Le autorità israeliane hanno aggiornato il numero degli ostaggi in mano ad Hamas: sono 212

Olte 7.400 i razzi lanciati da Gaza su Israele, dall'inizio dell'attacco di Hamas. 
Lo ha rivelato un rappresentante dello Stato ebraico. 
Il sistema di difesa antimissili israeliano ne ha intercettati oltre 1.100, 550 sono ricaduti dentro la Striscia e più di 400 hanno colpito il territorio israeliano. 
Non è stata fornita indicazione per i restanti razzi.

"La causa della strage all'ospedale di Gaza è un razzo palestinese".
Servizi segreti francesi

Il fronte libanese

I timori sul rischio che la guerra tra Israele e Hamas si trasformi in un conflitto a più ampio raggio in Medio Oriente aumentano di ora in ora, con l’intensificarsi degli scontri lungo il confine con il Libano, a ridosso della Linea Blu di demarcazione tra i due Paesi.

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha messo in guardia Hezbollah dall’apertura di un secondo fronte di guerra.

"Se Hezbollah decide di entrare in guerra, perderà la Seconda Guerra del Libano. E commetterà l'errore più grande della sua vita".
Benjamin Netanyahu
73 anni, primo ministro di Israele

"Se Hezbollah decide di entrare in guerra, perderà la Seconda Guerra del Libano. E commetterà l'errore più grande della sua vita. Lo paralizzeremo con una forza che non può nemmeno immaginare e le conseguenze per Hezbollah e per lo Stato del Libano saranno devastanti. Noi siamo preparati per qualsiasi scenario", ha dichiarato Netanyahu.

Netanyahu parla alle truppe israeliane. (22.10.2023)
Netanyahu parla alle truppe israeliane. (22.10.2023)Screenshot Video

L’ultima guerra tra Israele e Hezbollah, nel 2006, provocò 1.200 morti da parte libanese, per lo più civili, e 160 da parte israeliana, per lo più soldati.

Offensiva su tutti i fronti: Gaza, Libano, Siria

Negli attacchi israeliani, è stata bombardata una moschea a Jenin, in Cisgiordania, nel cui sottosuolo si nascondeva - secondo le fonti militari di Tel Aviv - una cellula di Hamas e Jihad islamica palestinese, unite contro Israele. 
L'attacco alla Moschea ha causato diverse vittime. 
Bombardati anche due aeroporti in Siria, come già avvenuto nei giorni scorsi: a Damasco e ad Aleppo.  

Il portavoce militare israeliano ha dichiarato che Israele sta intensificando i suoi attacchi su tutti i fronti e che un’offensiva di terra a Gaza si sta avvicinando, nonostante i "freni diplomatici" che sta cercando di mettere il presidente americano Joe Biden.

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