Il Parlamento Ue accusa l'Azerbaigian di "pulizia etnica" contro gli armeni del Nagorno-Karabakh

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Di Michela Morsa
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I legislatori europei hanno approvato una risoluzione (non vincolante) che condanna le azioni delle truppe azere e chiede al blocco di imporre sanzioni a Baku

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Il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione che accusa l'Azerbaigian di aver condotto una "pulizia etnica" contro i residenti armeni del Nagorno-Karabakh e sollecita il blocco a imporre sanzioni a Baku.

Nella risoluzione i legislatori Ue affermano di ritenere che "la situazione attuale equivalga a una pulizia" e condannano "fermamente le minacce e le violenze commesse dalle truppe azere", chiedondo ai 27 Stati membri del blocco di "adottare sanzioni mirate contro individui del governo azero" per l'aggressione e le presunte violazioni dei diritti umani. 

Il documento si riferisce ai fatti innescati dal raid dello scorso 19 settembre, quando con un'offensiva lampo di sole 24 ore l'Azerbaigian ha riconquistato l'ormai ex regione separatista, governata negli ultimi tre decenni dalle autorità armene seppur ufficialmente parte del territorio azero. Il governo separatista ha accettato di sciogliersi entro la fine dell'anno, ma le autorità azere sono già al comando della regione.

Quasi tutti i 120mila abitanti di etnia armena che abitavano nella regione, di cui Baku aveva già riconquistato una buona parte in una guerra durata sei settimane nel settembre del 2020, sono fuggiti in Armenia proprio per timore di persecuzioni e rappresaglie, e hanno testimoniato di diversi episodi di violenza da parte delle truppe azere. 

Una risoluzione non vincolante

Il Parlamento europeo ha anche esortato il blocco a "ridurre la dipendenza dell'ue dalle esportazioni di gas dall'Azerbaigian" e hanno chiesto a Bruxelles di rivedere le relazioni con il Paese. 

La risoluzione - approvata con 491 voti a favore e 9 contrari - non obbliga l'Unione ad agire. Ma farà infuriare Baku, che da settimane nega con forza le accuse di "pulizia etnica" e invita pubblicamente gli armeni a rimanere nel Nagorno-Karabakh e a "reintegrarsi" in Azerbaigian. 

Dal loro canto, i diplomatici europei affermano che al momento non sono in discussione sanzioni contro Baku e che probabilmente si interverrà solo se la situazione dovesse peggiorare ulteriormente. 

L'anno scorso la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha siglato un accordo di "partenariato strategico" con Baku per più che raddoppiare le importazioni di gas entro il 2027, dopo che il blocco ha dovuto rinunciare alle forniture russe a causa dell'invasione dell'Ucraina da parte di Mosca.

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