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Euroviews. "L'Europa fa accordi con i dittatori per trattenere i migranti"

L'eurodeputato Pietro Bartolo a Euronews: "Servono canali di migrazione legali"
L'eurodeputato Pietro Bartolo a Euronews: "Servono canali di migrazione legali" Diritti d'autore AP Photo/Euronews
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Le opinioni espresse in questo articolo sono quelle dell'autore e non rappresentano in alcun modo la posizione editoriale di Euronews.

L'eurodeputato del Partito democratico Pietro Bartolo, medico a Lampedusa per trent'anni, parla di quello che serve all'Europa per una gestione adeguata degli arrivi. "La visita di von der Leyen sull'isola? Ha fatto una passerella simbolica"

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Era necessaria una nuova emergenza nell'accoglienza dei migranti a Lampedusa per riaprire il dibattito sulle inefficienze della gestione dei flussi migratori a livello europeo. Sull'isola sono sbarcate circa 13 mila persone in dieci giorni, numeri fuori dalla portata per l'hotspot dell'isola, che può ospitare al massimo 400 persone.

L'ultimo picco di arrivi è l'ennesimo segnale di una situazione sempre più critica per l'Europa. Atterrata sull'isola, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha promesso di intensificare gli sforzi per ridurre nuove partenze.

Ma le voci critiche ritengono che non sia ancora stata trovata una soluzione concreta alla crisi umanitaria, da sempre questione molto divisiva nel panorama politico. In molti credono ancora che la fine dei viaggi pericolosi attraverso il Mar Mediterraneo non sia vicina.

Abbiamo chiesto l'opinione dell'eurodeputato socialista del Partito democratico Pietro Bartolo, medico per quasi trent'anni a Lampedusa impegnato con l'accoglienza dei migranti. 

Onorevole, la storia si ripete. Che cosa non abbiamo imparato?

La storia che sembra ripetersi, a mio avviso, è quella dei cattivi accordi con i Paesi dai quali partono queste persone disperate. 

Abbiamo sperimentato abbondantemente, come ridurre le politiche di migrazione e asilo esternalizzando le frontiere, ai così detti “partenariati strategici”, specialmente se siglati con Paesi che non rispettano i diritti umani e lo stato di diritto, dalla Turchia alla Libia, ed ora la Tunisia, non risolve il problema, anzi, i numeri ci dicono che le partenze sono in aumento. 

-/AFP
Il premier olandese Rutte, la presidente della Commissione Ue von der Leyen, il presidente tunisino Saied e la premier italiana Meloni dopo la firma del Memorandum di intesa-/AFP

Oltretutto è una strategia che va contro i valori dell’Unione perché equivale a staccare una cambiale in bianco a favore di dittatori compiacenti per tenere il rubinetto dei flussi chiuso, senza interrogarsi su quale sarà il destino di chi vuole raggiungere l’Europa per una speranza di vita. Dunque, se c’è una verità che non abbiamo imparato, è quella che l’Ue deve cambiare approccio nella gestione delle sue politiche migratorie, servono canali legali di ingresso.

Da persona originaria di Lampedusa e conosce bene la comunità, può dirci come è cambiata nel tempo la reazione degli italiani che vivono sull'isola all'arrivo delle persone?

Gli abitanti di Lampedusa sono sempre stati un modello di solidarietà e accoglienza. Anche rispetto agli arrivi massicci dei giorni scorsi sull’isola è scattata una vera e propria gara di solidarietà, con le persone che hanno aperto le proprie case per dar da mangiare, accogliere e assistere temporaneamente i migranti. Questo è da sempre l’approccio dei Lampedusani. 

Per la sua collocazione geografica Lampedusa è il primo lembo di terra tra Africa e Europa, un luogo di approdo naturale per chi attraversa il Mediterraneo, tanto per gli stormi di uccelli quanto per gli uomini in fuga da guerra, fame e violenza. Questo ha segnato l’identità di chi vive qui. E Lampedusa è una terra di pescatori. Per i pescatori tutto quello che viene dal mare è benvenuto.

Secondo lei, cosa non vedono o non capiscono gli europei quando si tratta di rifugiati e migranti che arrivano nel continente?

Che il fenomeno migratorio, non è un’emergenza ma un qualcosa di strutturale, avviene da sempre ed è parte integrante della storia dell’umanità. Chi fugge da persecuzione politica e religiosa, fame, povertà in cerca di un futuro migliore, ha diritto a provarci.

Dobbiamo far passare il concetto che questa sfida epocale del nostro secolo, non è una partita giocata soltanto dai Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, ma deve essere giocata a livello europeo. Soltanto una condivisione della responsabilità ed uno sforzo collettivo a 27 porterà a risultati concreti.

Come interpreta la visita di ieri del presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e del premier italiano Giorgia Meloni sull'isola?

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L’ennesima passarella simbolica che non parla di proposte concrete sul come affrontare una situazione drammatica. Di queste passerelle, ahimè, ne abbiamo viste tante. La Presidente della Commissione europea mi ha fortemente deluso per il suo appoggio all’accordo Ue-Tunisia.

Ma cosa ne pensa del fatto che la maggior parte degli italiani sia d'accordo con la posizione del governo Meloni sull'immigrazione?

Io non credo che le cose stiano in questi termini. Ci vogliono far credere che sia questa la verità, ma così non è. Io ne sono la dimostrazione. 

All’ultima campagna elettorale ho parlato solo di migrazione portando la testimonianza di quanto ho visto e toccato con mano nei trent’anni in cui sono stato medico sull’isola, responsabile sanitario delle prime visite ai migranti che sbarcavano sull’Isola. 

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Se si sommano i voti ottenuti nelle due circoscrizioni in cui sono stato eletto, sono stato il parlamentare più votato, secondo complessivamente per numero di preferenze proprio a Salvini che era capolista in tutte le circoscrizioni. 

Vi dico anche un’altra cosa: negli incontri che faccio ogni weekend nelle scuole ma anche in altri contesti in tutta Italia c’è sempre qualcuno che si avvicina e mi dice: “Grazie, ascoltarla è stato illuminante. Ci hanno raccontato tutta un’altra storia in questi anni…”. Non bisogna mai stancarsi di far conoscere la verità sul fenomeno migratorio. Non solo per chi cerca di rifarsi una vita da noi ma anche per l’Europa e i suoi cittadini.

ALESSANDRO SERRANO/AFP or licensors
A Lampedusa sono sbarcati circa 13 mila migranti in 10 giorniALESSANDRO SERRANO/AFP or licensors

Quale sarebbe una soluzione equa al problema ed è realistico aspettarsi la volontà politica necessaria per attuarla dopo le prossime elezioni europee del 2024?

Io mi auguro che possa esserci un ravvedimento anche in questa legislatura. Mi rendo conto che può sembrare poco realistico, ma non possiamo gettare la spugna su un tema così importante. 

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L’Unione ha l’occasione di modificare una volta e per tutte il regolamento di Dublino che carica il peso della gestione del fenomeno migratorio sui paesi di primo ingresso. 

Gli ultraconservatori preferiscono alimentare paure e odio nei confronti dei migranti per motivi elettorali. Parlano di immigrazione illegale, facendo finta di non vedere che oggi chi arriva in Europa sono soprattutto richiedenti asilo, persone che fuggono da guerre, violenze o che scappano da calamità naturali. 

Il negoziato per approvare il nuovo Patto sulla Migrazione è in corso, farò tutto quello che è nelle mie possibilità per determinare un cambio di rotta verso un approccio di condivisione solidale del fenomeno e per trovare una mediazione che vada nella direzione che le forze progressiste auspicano da anni. Bisogna cambiare paradigma, visione e affrontare il fenomeno migratorio con intelligenza, razionalità, lungimiranza e se vogliamo anche umanità.

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