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Marocco, adesso fanno paura le scosse di assestamento: quasi 3.000 le vittime del terremoto

Imi N'tala, 13 settembre 2023.
Imi N'tala, 13 settembre 2023. Diritti d'autore Mosa'ab Elshamy/Copyright 2023 The AP. All rights reserved.
Diritti d'autore Mosa'ab Elshamy/Copyright 2023 The AP. All rights reserved.
Di Cristiano TassinariEuronews World - AP
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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A fare paura, in Marocco, ora sono le frequenti scosse di assestamento. Quasi 3.000 le vittime accertate ufficialmente. Alcune comunità di montagna ancora senza aiuti e assistenza

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Terremoto dal vivo, per soccorritori, residenti e giornalisti: tutti scappano nel momento in cui, mercoledì, si è avvertita una scossa di assestamento nel villaggio vicino a Imi N'Tala, sulle montagne dell'Atlante. 

L'epicentro del terremoto di magnitudo 6.8, che ha colpito il Marocco nella notte tra l'8 e il 9 settembre, è stato individuato a circa 70 chilometri a sud di Marrakech, nella provincia di Al Haouz.

Le squadre di ricerca e soccorso stanno ancora setacciando le macerie in cerca di sopravvissuti, ma le speranze si affievoliscono ora dopo ora.

Le vittime accertate ufficialmente sono ormai quasi 3.000.

Il Marocco ha ormai superato la finestra di 72 ore in cui i soccorsi sono considerati più probabili, ma in alcuni casi i sopravvissuti vengono ritrovati ben oltre quel periodo.

"La forza del popolo marocchino, meno delle istituzioni"

Molti dei cittadini marocchini che sono fuggiti dalla distruzione delle loro case rimangono comunque nelle vicinanze, accolti in campi improvvisati. 
Alcuni di loro si giudicano persino fortunati ad avere assistenza. 
Molte comunità di montagna, attorno al massiccio del Toubkal, e più difficili da raggiungere, stanno ancora aspettando l'arrivo dei veicoli di soccorso promessi, con il cibo e le tende di cui hanno disperatamente bisogno.

Mosa'ab Elshamy/Copyright 2023 The AP. All rights reserved.
Imi N'tala, 12 settembre 2023.Mosa'ab Elshamy/Copyright 2023 The AP. All rights reserved.

A Marrakech, dove centinaia di edifici sono stati distrutti dal sisma, i residenti donano quello che possono per aiutare le famiglie che vivono sulle montagne.

Claudio Locatell****i, giornalista italiano e volontario, spiega:
"In questo momento si vede di più la forza del popolo marocchino e un po' meno quella delle istituzioni, ma anche loro stanno lavorando".

EBU/TVE
Il giornalista italiano Claudio Locatelli, volontario in Marocco.EBU/TVE

Assistenza a lungo termine

Le autorità marocchine, da parte loro, stanno intensificando gli sforzi e inviando rifornimenti via aereo alle comunità piu remote. 

Presto inizierà la stagione delle piogge e tende e altri ripari di fortuna saranno del tutto insufficienti. 
Anche con il contributo degli aiuti internazionali, in questa parte del Marocco servirà un'assistenza a lungo termine.

Tutto quello che sappiamo sul terremoto in Marocco

L'epicentro è stato localizzato sulle montagne dell'Atlante, a circa 70 chilometri a sud di Marrakech, nella provincia di Al Haouz.

La regione è in gran parte rurale, composta da montagne di roccia rossa, gole a strapiombo, ruscelli e laghi. 

Il terremoto ha scosso gran parte del Marocco e ha causato feriti e morti in molte province, tra cui Marrakech, Taroudant e Chichaoua.

Dei 2.946 decessi segnalati fino a mercoledì, 1.684 sono avvenuti nella provincia di Al Haouz, con una popolazione di circa 570.000 abitanti, secondo il censimento del Marocco del 2014.

In alcuni villaggi come Tafeghaghte i residenti affermano che più della metà della popolazione è morta.
Le Nazioni Unite stimano che 300.000 persone siano state colpite dal terremoto di venerdì notte.

I residenti parlano una combinazione di arabo e tachelhit, la lingua indigena più comune del Marocco.

I villaggi di argilla e mattoni di fango costruiti sui pendii delle montagne sono stati distrutti.

La maggior parte dei morti sono già stati sepolti. Il governo ha registrato ufficialmente 2.501 feriti.

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Il Marocco ha inviato nella regione ambulanze, squadre di soccorso e soldati per contribuire agli sforzi di risposta alle emergenze.

Le ONG umanitarie hanno affermato che il governo di Rabat non ha lanciato un ampio appello internazionale per chiedere aiuto e ha accettato solo un'assistenza estera limitata.

Il Ministero dell’Interno del Marocco ha confermato che sta accettando aiuti internazionali incentrati sulla ricerca e sul salvataggio da Organizzazioni non Governative, nonché da Spagna, Qatar, Regno Unito ed Emirati Arabi Uniti, declinando le offerte del presidente francese Emmanuel Macron e del presidente degli Stati Uniti Joe Biden.

Il governo marocchino ha affermato, infatti, che gli aiuti scarsamente coordinati “sarebbero controproducenti”.

Mosa'ab Elshamy/Copyright 2023 The AP. All rights reserved.
Imi N'tala, 13 settembre 2023.Mosa'ab Elshamy/Copyright 2023 The AP. All rights reserved.

Gli esperti sono convinti che il modo più diretto per fornire aiuti alle persone colpite nella città di Marrakech e nelle aree rurali delle montagne dell'Atlante è donare alle organizzazioni che hanno già operazioni sul campo.

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Inclusa la Federazione internazionale delle società della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa, che ha tempestivamente stanziato 1,1 milioni di dollari dal suo Fondo di emergenza per la risposta ai disastri.
Tra le organizzazioni già operative, anche World Central Kitchen, Medici Senza Frontiere e GlobalGiving, che ha creato un "Morocco Earthquake Relief Fund".  

Siti storici distrutti

Il terremoto ha devastato anche importanti siti storici dell’Alto Atlante. 
Tra cui una moschea del XII secolo a Tinmel, costruita dalla dinastia Almohade sotto Ibn Toumert, una kasbah del XIX secolo costruita vicino a Talat N'Yakoub e un'importante moschea e luogo di pellegrinaggio a Moulay Brahim.

Altri terremoti in Marocco

Il terremoto della notte tra l'8 e il 9 settembre è stato il più forte registrato in Marocco da oltre un secolo a questa parte. 
Sebbene scosse così potenti non siano rare, quella della settimana scorsa non è stata tra le più mortali del Paese: poco più di 60 anni fa, il Marocco fu scosso da un terremoto di magnitudo 5,8 che uccise oltre 12.000 persone sulla costa occidentale, distruggendo la città di Agadir, a sud-ovest di Marrakech.

Quel terremoto ha portato a cambiamenti nelle regole antisismiche di costruzione in Marocco, ma molti edifici – soprattutto le case rurali – non sono costruiti per resistere a tale forza sismica.

Secondo l’U.S. Geological Survey, non si verificavano terremoti di magnitudo superiore a 6.0 entro 500 chilometri dal terremoto dell'8 settembre da almeno un secolo.

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Nel nord del Marocco si verificano spesso terremoti, è un'area altamente sismica, ma generalmente di magnitudo inferiore: tra il 6,4 (avvenne nel 2004) e il 6,3 (nel 2016).

Altrove, nel 2023, a febbraio un terremoto di magnitudo 7,8 ha colpito la Siria e la Turchia, causando la morte di oltre 50.000 persone.

La maggior parte dei terremoti più devastanti nella storia recente sono stati superiori a magnitudo 7.0, incluso un terremoto del 2015 in Nepal, che ha ucciso più di 8.800 persone persone, e un terremoto che, nel 2008, ha provocato la morte di 87.500 persone nella provincia di Sichuan, in Cina.

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