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Ucraina, attentato al ponte di Kerch. La vendetta russa piove su Odessa e Mykolaiv

Il ministro delle infrastrutture ucraino Oleksandr Kubrakov
Il ministro delle infrastrutture ucraino Oleksandr Kubrakov Diritti d'autore Libkos/Copyright 2023 The AP. All rights reserved.
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Di Euronews
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Mosca ha colpito Odessa e Mykolaiv come rappresaglia per l'attentato al ponte che connette la Russia alla Crimea. Il Cremlino avverte "non garantiamo la sicurezza delle navi che trasportano grano"

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A ventiquattrore di distanza dal secondo attentato al ponte di Kerch, infrastruttura strategica inaugurata nel 2018 per connettere la penisola di Crimea alla Russia, è arrivata la rappresaglia di Mosca. Il Cremlino ha rivendicato la vendetta che martedì è piovuta dal cielo sulle città portuali di Odessa e Mykolaiv, dai cui moli salpa gran parte del grano Ucraino diretto ai Paesi che dipendono da queste derrate per garantire la proria sicurezza alimentare. Solo Odessa i terminal marittimi che hanno permesso l'invio di oltre 33 milioni di tonnellate di grano in un anno.

Kiev sostiene di aver abbattuto 6 missili e 21 droni nella regione di Odessa. La pioggia di detriti, però, ha danneggiato molte abitazioni e il port. Le fonti ufficiali minimizzano, e riportano che una sola persona è rimasta ferita. Dal canto suo, invece, il Cremlino afferma che tutti gli obiettivi sono stati centrati, incluse "le strutture in cui si stavano preparando nuovi attacchi con droni marini", gli stessi con cui, secondo le ricostruzioni, è stato compiuto l'attacco al ponte di Kerch. Non solo: nella città di Mykolaiv sarebbero stati distrutti diversi depositi di carburante usati dall'esercito di Kiev.

Danni collaterali

In entrata e uscita dalla Crimea si allungano le code di viaggiatori russi sul ponte Kerch, dopo che l'attentato ucraino di lunedi ha messo fuori uso uno dei binari.

Conseguenza immediata è stata l'annuncio da parte della Russia di sospendere l'accordo per garantire le esportazioni di grano ucraino. Martedì il Cremlino ha alzato i toni dello scontro, minacciando velatamente Kiev: continuare a esportare grano senza le garanzie russe è un rischio.

Proprio per questo gli attacchi non hanno colpito obiettivi casuali secondo il capo dell'ufficio presidenziale ucraino Andry Yermak, che accusa "lo Stato terrorista russo" di voler "mettere in pericolo la vita di 400 milioni di persone in vari Paesi che dipendono dalle esportazioni alimentari ucraine".

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