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Papa Francesco agli ungheresi: "Accogliere i forestieri"

Papa Francesco in Ungheria: "Accogliete il forestiero benevolmente"
Papa Francesco in Ungheria: "Accogliete il forestiero benevolmente" Diritti d'autore Andrew Medichini/Copyright 2023 The AP. All rights reserved.
Diritti d'autore Andrew Medichini/Copyright 2023 The AP. All rights reserved.
Di Gianluca Martucci
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A Budapest il Pontefice loda gli sforzi del governo magiaro per la natalità e condanna la cultura gender, ma chiede ai cristiani di identificarsi "nello straniero da accogliere"

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In visita per la seconda volta in due anni nel Paese, Papa Francesco dice di essere arrivato in Ungheria "come pellegrino e amico" in un territorio "ricco di storia e di cultura" e in capitale, Budapest, "città di ponti e santi". 

Nel corso dell'incontro con le autorità pubbliche e della società civile nell'ex Monastero Carmelitano di Budapest il Pontefice punta il dito contro “la via nefasta delle ‘colonizzazioni ideologiche’, che eliminano le differenze". La cultura gender, dice il capo della Chiesa, "elimina le differenze e antepone alla realtà della vita concetti riduttivi di libertà, ad esempio vantando come conquista un insensato 'diritto all'aborto', che è sempre una tragica sconfitta”.

Nell'Ungheria spesso criticata a livello europeo per la linea adottata contro i diritti della comunità LGBT+, Francesco loda "le politiche effettive per la natalità e la famiglia, perseguite con attenzione" nel Paese, e lancia l'appello per un'Europa "dove nazioni diverse siano una famiglia in cui si custodiscono la crescita e la singolarità di ciascuno”.

Alle autorità il Pontefice esorta a una politica che non infiammi gli animi e che si apra all'accoglienza e a "pastori e laici" di evitare di "chiudersi in oasi religiose, comode e tranquille", ma anche di adeguarsi "ai venti cangianti della mondanità". 

L'appello per i migranti

L'Ungheria deve stare all'erta per non diventare "un Paese che ha una sola lingua e un solo costume", pena il rischio di diventare "debole e cadente". "Per questo raccomando di accogliere benevolmente i forestieri e di tenerli con onore, così che preferiscano stare piuttosto qui che non altrove’”, ha detto Francesco parlando alle autorità del Paese, che hanno mostrato grande solidarietà nell'accogliere 2,5 milioni di rifugiati ucraini, ma anche forte risolutezza nel costruire recinzioni con la Serbia nel 2015 per arrestare l'ingresso di migranti dalla Serbia.

“È un tema, quello dell'accoglienza, che desta tanti dibattiti ai nostri giorni ed è sicuramente complesso: tuttavia per chi è cristiano l'atteggiamento di fondo non può essere diverso da quello che Santo Stefano ha trasmesso, dopo averlo appreso da Gesù, il quale si è identificato nello straniero da accogliere”, ha continuato il Pontefice parlando di Stefano I  fondatore dello Stato e della Chiesa di Ungheria.

Centrale nella visita di Francesco in territorio magiaro sarà l'incontro con poveri e rifugiati. Chiuderà la giornata di sabato 29 aprile la riunione privata con la comunità gesuita. È prevista per domenica la preghiera comune in piazza Kossuth.

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