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Boicottaggio elettorale: quattro comuni a maggioranza serba avranno sindaci albanesi

Il presidente serbo Aleksandar Vučić. (Belgrado, 24.4.2023)
Il presidente serbo Aleksandar Vučić. (Belgrado, 24.4.2023) Diritti d'autore Darko Vojinovic/Copyright 2023 The AP. All rights reserved
Diritti d'autore Darko Vojinovic/Copyright 2023 The AP. All rights reserved
Di Euronews Albania - Edizione italiana: Cristiano Tassinari
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Per la prima volta dal dopoguerra nei Balcani, quattro comuni a maggioranza serba saranno guidati dalla comunità albanese. È il risultato delle elezioni che si sono svolte domenica 23 aprile, boicottate dai partiti e dai cittadini serbi, con il sostegno del governo di Belgrado e del presidente Vučić

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Per la prima volta dal dopoguerra dei Balcani, i quattro municipi settentrionali del Kosovo (Zvecan, Zubin Potok, Leposavic e il settore nord di Kosovka Mitrovica), abitati in maggioranza da serbi, saranno guidati da sindaci della comunità albanese, che in queste zone è una minoranza.

È il risultato delle elezioni che si sono svolte domenica 23 aprile, boicottate dai partiti (in particolare Srpska Lista, il più forte partito filo-serbo) e dai cittadini serbi, con il sostegno del governo di Belgrado e del presidente serbo Aleksandar Vučić.

"Le elezioni hanno mostrato l'unità, la disciplina e la responsabilità senza precedenti del popolo serbo.
I serbi si sono comportati in modo consapevole, coscienzioso e responsabile, come una nazione forte, consapevole delle pressioni e delle minacce quotidiane".
Aleksandar Vučić
53 anni, presidente della Serbia
Darko Vojinovic/Copyright 2023 The AP. All rights reserved
Il discorso di Vučić. (Belgrado, 24.4.2023)Darko Vojinovic/Copyright 2023 The AP. All rights reserved

"Elezioni inutili: rischio di nuove tensioni"

Ma cosa hanno prodotto realmente questi voti, che sono stati il ​​risultato delle dimissioni dei serbi dalle istituzioni del Kosovo?

Secondo il giornalista Xhemajl Rexha, queste processo elettorale non ha portato nulla, se non ad aumentare le tensioni tra serbi e albanesi.

“Penso che non ci siano vincitori nelle elezioni di questo fine settimana nel nord del Kosovo. È ovvio che i serbi locali obbediscono sempre a ciò che Belgrado dice loro di fare e questo è stato il caso, con un'affluenza alle urne molto deludente. Dovrebbe anche essere un avvertimento per il governo centrale di Pristina: non possono davvero pensare di imporre sindaci albanesi ad una popolazione composta per oltre il 95% da serbi”.

Il timore è di peggiorare le cose e acuire le tensioni in Kosovo.

"Penso che questo risultato elettorale e il relativo boicottaggio serbo serviranno anche come nuovo argomento nelle discussioni in corso a Bruxelles tra i leader del Kosovo e della Serbia. Quando si incontreranno il mese prossimo a Bruxelles, probabilmente cercheranno di raggiungere una soluzione politica, ma questo non è un bene per il Kosovo, in quanto rivolgerebbe l'attenzione alle crisi locali nel nord del Paese e non al quadro più ampio, che riguarda l'attuazione degli accordi di Bruxelles e di Ohrid (Ocrida, in italiano: ndr), che sottolineano che la Serbia dovrà riconoscerà il diritto all'esistenza del Kosovo”.

Kurti: "Lavorare per tutti, per entrambe le comunità"

Il primo ministro del Kosovo, Albin Kurti, si è subito congratulato con i vincitori delle elezioni, i nuovi sindaci dei "comuni contesi", e ha chiesto loro di lavorare per tutti i cittadini, di entrambe le comunità.

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