Amicizia ritrovata tra Bruxelles e Washington. "L'Ira non penalizzerà l'Ue"

Ursula von der Leyen e Joe Biden trovano l'intesa sui sussidi alle imprese che producono batterie per auto elettriche
Ursula von der Leyen e Joe Biden trovano l'intesa sui sussidi alle imprese che producono batterie per auto elettriche Diritti d'autore Andrew Harnik/Copyright 2023 The AP. All rights reserved
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Di Gianluca Martucci Agenzie:  Ansa
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Ora si lavoro all'accordo commerciale per garantire una parte dei sussidi anche alle imprese europee del settore delle batterie elettriche

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Mettere da parte i malumori e trovare un terreno comune su interessi convergenti. Tra la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il presidente degli Stati Uniti Joe Biden c'è un cenno di intesa per placare le distorsioni provocate dall'Inflation Reduction Act nel mercato europeo. 

Le aziende del vecchio continente che vendono negli Stati Uniti materie prime utili per la produzione di batterie per veicoli elettrici godranno delle stesse agevolazioni garantite dalla legge americana per le imprese d'oltreoceano.

La legge stabilisce che, affinché i consumatori statunitensi possano beneficiare di un sussidio che può raggiungere 7.500 dollari sull'acquisto di un veicolo elettrico, la batteria di quest'ultimo deve contenere in gran parte minerali provenienti dagli Stati Uniti o da un Paese con cui gli Stati Uniti hanno stipulato un accordo di libero scambio. 

"L'Ira non vi penalizzerà"

Biden da parte sua ha promesso al capo dell'esecutivo europeo che i 375 miliardi di dollari di incentivi che concederanno mega sussidi alle aziende americane impegnate nella transizione energetica non penalizzeranno le aziende europee.  Nelle parole del capo della Casa Bianca trovare "un terreno comune e massimizzare la realizzazione dei progetti serve a fare "in modo che ognuno di noi possa costruire la propria base industriale". Al tempo stesso "se gli incentivi europei e quelli americani non si allineano si annulleranno a vicenda". 

In altre parole, il nuovo regime di aiuti di Stato per il green tech, appena varato da Bruxelles sulla scia dell'Ira, non può entrare in conflitto con il piano di Biden. Per fare in modo che anche le imprese europee possano beneficiare dei sussidi Usa, il presidente americano e von der Leyen hanno iniziato a lavorare ad un accordo commerciale sui minerali critici, indispensabili per la produzione delle batterie dei veicoli elettrici.

Se si trovasse un'intesa, Washington e Bruxelles otterrebbero un doppio risultato: da una parte l'uso di minerali critici europei permetterebbe alle imprese del vecchio continente di usufruire degli incentivi americani, dall'altra si ridurrebbe la dipendenza dalla Cina, ricca di questi elementi. Quest'ultimo resta l'orizzonte della traiettoria che Biden vuole che Bruxelles persegua.

Allontanare Bruxelles dal Pechino

E questo è l'altro punto centrale dei colloqui tra Biden e la presidente della Commissione europea. Rispetto ai rapporti con Pechino, "tra USA e Ue c'è un totale allineamento", ha assicurato un funzionario della Casa Bianca. Una "convergenza" di posizioni che si è verificata soprattutto nell'ultimo anno, nonostante restino differenze nei rapporti soprattutto da un punto di vista economico. 

A dimostrazione che anche l'Ue vuole progressivamente svincolarsi dal Dragone, von der Leyen ha portato nello Studio Ovale la decisione dell'Olanda, subito dopo quella del Giappone, di bloccare l'export verso Pechino di tecnologie per la produzione di microchip. Una vittoria per Biden che da mesi stava cercando di convincere gli alleati a compiere questo passo decisivo.

Per Washington, Pechino non rappresenta una minaccia per l'Occidente solo da un punto di vista economico. Il presidente americano è pronto a condividere con Bruxelles informazioni di intelligence che dimostrano come la Cina sia pronta a fornire armi alla Russia nella sua guerra contro l'Ucraina. 

Un nuovo sforzo transatlantico accomuna le intenzioni di von der Leyen e Biden nel varare nuove sanzioni non solo contro Mosca ma anche contro "Paesi terzi", espressione con la quale l'amministrazione americana si riferisce di solito a Pechino. Sul tavolo anche gli sforzi comuni di USA e Ue per ridurre la dipendenza dell'Europa dal gas naturale russo e mitigare gli effetti del conflitto in Ucraina sulla crisi energetica nel vecchio continente.

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