Strage allo stadio in Indonesia. Oltre 170 morti dopo una partita

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Di Gianluca Martucci
Veicoli vandalizzati nello stadio Kanjuruhan, in Indonesia
Veicoli vandalizzati nello stadio Kanjuruhan, in Indonesia   -   Diritti d'autore  Trisnadi/Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved.

Almeno 174 persone sono morte e 100 sono rimaste ferite nel corso di un'invasione di campo in Indonesia, nello stadio Kanjuruha. La struttura situata nella città di Kepanjen, centro urbano satellite della più grande Malang, in Indonesia era alla sua capienza massima di 42 mila spettatori al momento della strage.

La partita era stata a lungo sotto osservazione della autorità di sicurezza, che avevano raccomandato di far disputare la partita nel pomeriggio anziché in serata e di limitare la vendita dei biglietti a 38.000 persone. Ai tifosi della squadra ospite del Persebaya Surabaya era stato impedito di partecipare all'incontro. Le due squadre erano rispettivamente nona e decima in classifica.

Al fischio finale gli hooligans della squadra di casa hanno invaso il campo sfogando tutta la loro rabbia per la sconfitta incassata contro l'acerrima nemica, senza curarsi delle persone che venivano calpestate. Constatando la quantità di persone che si sono riversate sul manto erboso, circa tremila, la polizia ha parlato di una sommossa

Un'altra strage

"Spero che questa tragedia calcistica sia l'ultima nel nostro Paese e che non ci siano più stragi umane come questa in futuro", ha dichiarato in un messaggio pubblico il presidente indonesiano Joko Widodo. Il governo provinciale darà 10 milioni di rupie (650 dollari) come risarcimento alle famiglie delle vittime e la reggenza locale stanzierà cinque milioni di rupie.

Gli atti di violenza da parte dei tifosi non sono rari in Indonesia. Tra i morti di sabato anche un bambino di cinque anni. Il campionato della massima serie indonesiana (BRI Liga 1) è stato sospeso e all'Arema FC, la squadra ospitante, è stato vietato di disputare partite di calcio in casa per tutto il resto dell'anno.