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Target emissioni zero. “Il Green Deal non basta. Bisogna fare di più"

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Di Diego Giuliani
"La bioeconomia può avere un ruolo chiave nel raggiungimento delle emissioni zero. Ma servono più investimenti di quanti previsti dal Green Deal"
"La bioeconomia può avere un ruolo chiave nel raggiungimento delle emissioni zero. Ma servono più investimenti di quanti previsti dal Green Deal"   -   Diritti d'autore  Pexels/Marek Piwnick   -  

Più investimenti, meno procedure o mancheremo il target delle emissioni zero

“Senza ulteriori investimenti e semplificazione delle procedure, il target di emissioni zero resterà un miraggio. Per centrarlo la Commissione europea deve incentivare ulteriormente la bioeconomia e non far scappare gli investitori”. A dirlo non sono critici o detrattori, ma le proiezioni di un progetto UE, che ha modellizzato diversi possibili scenari da qui al 2050.

La bioeconomia può contribuire in modo sostanziale al raggiungimento delle emissioni zero di gas serra e sarà un settore chiave per farlo – dice Justus Wesseler, coordinatore del progetto europeo Biomonitor -. Sono però necessari ulteriori investimenti, più di quelli attualmente indicati dal Green Deal. Altrimenti non basterà”.

La bioeconomia può contribuire in modo sostanziale al raggiungimento delle emissioni. Sono però necessari molti più investimenti di quelli attualmente indicati dal Green Deal, altrimenti non ce la faremo
Justus Wesseler
Coordinatore Biomonitor

“Semplificare le procedure per non far scappare gli investitori”

Lungaggini e complessità procedurali, emerge ancora dai dati, rischiano poi di costare caro alle imprese, scoraggiare gli investitori e così frenare la bioeconomia. Due quindi i passaggi inevitabili, per centrare la neutralità carbonica entro il 2050.

“In primo luogo è necessario aumentare l'ammontare degli investimenti – dice ancora Wesseler -. In secondo luogo bisogna cambiare l'attuale politica normativa, per rendere queste nuove tecnologie pronte all'uso prima di quanto non lo siano oggi. Questo non costerà nulla alla Commissione europea. Serve solo la volontà politica”.

Urgente semplificare le procedure UE per autorizzare di nuove tecnologie. E’ una misura a costi zero, per cui basta la volontà politica
Justus Wesseler
Coordinatore Biomonitor

Numeri al servizio di economia e politica: “I nostri dati per valutare rischi e scenari”

Ora in dirittura d’arrivo, il progetto europeo Biomonitor, per quattro anni ha lavorato a modellizzazione e raccolta di dati sulla bioeconomia, al fine di fornire a politica, imprese e ricercatori più efficienti strumenti di pianificazione. “Non sta a noi scegliere – dice Wesseler -, ma il lavoro che abbiamo fatto permetterà ai decisori di valutare l’impatto delle politiche che vorranno adottare, in funzione degli obiettivi che si prefiggono. Ci siamo così per esempio resi conto che alcune politiche UE su agricoltura e sostenibilità hanno parzialmente mancato i loro obiettivi, perché non hanno preso in considerazione gli effetti collaterali della riduzione di certi pesticidi”.

Pexels/Digital Buggu
Carta di giornale destinata al riciclaggioPexels/Digital Buggu

Guerra in Ucraina e bioeconomia: un impatto a due facce

I dati raccolti dal progetto permettono anche di quantificare il valore aggiunto apportato dalla bioeconomia. “Se osserviamo i valori per ciascun paese, uno dei valori più significativi è quello che riguarda la Germania: nello spazio di 10 anni appena, dal 2005 al 2015, il valore aggiunto apportato dalla bioeconomia è passato da 174 a 242 milioni di euro”. Guerra in Ucraina e aumento dei prezzi dell’energia rischiano ora di pesare. Gli effetti, sostiene Wesseler, potrebbero però essere ambivalenti: “Da un lato, la crisi ucraina ci mostra quanto sia importante per l'Unione Europea l'approvvigionamento energetico sostenibile. La generazione di energia da risorse biologiche diventerà quindi sempre più importante e ciò sosterrà lo sviluppo della bioeconomia. D'altra parte, alcuni prodotti a base biologica sono ora colpiti dall'aumento dei prezzi e questo potrebbe avere un effetto frenante sugli acquisti da parte dei consumatori”.