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Il presidente dell'Unione africana da Putin: "Noi vittime della guerra"

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Di Euronews
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L'incrontro a Sochi
L'incrontro a Sochi   -   Diritti d'autore  Mikhail Klimentyev/Sputnik

Il Presidente del Senegal e dell'Unione Africana Macky Sall è stato ricevuto a Sochi dall'omologo russo Vladimir Putin, al quale ha chiesto di di "prendere coscienza" del fatto che anche l'Africa è vittima del conflitto in Ucraina.

La ragione è semplice e ampiamente dibattuta: il blocco totale delle esportazioni di grano e cereali dai due paesi ha messo il terzo mondo sotto il rischio di una micidiale crisi alimentare.

"Sono venuto a trovarvi per chiedervi di essere consapevoli che i nostri Paesi sono vittime di questa crisi a livello economico", ha detto all'inizio dell'incontro.

L'ONU teme "un uragano di carestie", soprattutto nei Paesi africani che importano più della metà del loro grano dall'Ucraina o dalla Russia, soprattutto perché nessuna nave può più lasciare l'Ucraina a causa del conflitto.

Sall ha sottolineato che gli Stati del continente stanno subendo le conseguenze dell'offensiva russa contro l'Ucraina, mentre "la maggioranza dei Paesi africani ha evitato di condannare la Russia" in due votazioni dell'ONU e che, insieme ad "Asia, Medio Oriente e America Latina, gran parte dell'umanità" ha preferito tenersi lontana dal conflitto.

"Le sanzioni contro la Russia - ha detto il Presidente senegalese - hanno causato danni ulteriori, poiché non abbiamo più accesso ai cereali provenienti dalla Russia, in particolare al grano, e soprattutto ai fertilizzanti, mentre la nostra agricoltura è già in deficit e questo crea gravi minacce a livello alimentare". 

Un grido d'aiuto dunque piu che una recriminazione: Mack ha sottolineato come, martedi scorso, di fronte al consiglio d'Europa abbia chiesto un allentamento delle sanzioni su cereali e fertilizzanti-

Vladimir Putin, da parte sua, non ha affrontato questo argomento nella parte pubblica del loro incontro. Ha invece ricordato il "sostegno" dell'Unione Sovietica ai Paesi africani "nella lotta contro la colonizzazione" e ha elogiato lo sviluppo delle relazioni russo-africane.

Semaforo Rosso

Macky Sall si è recato in Russia tra i timori di una crisi alimentare globale, dato che l'offensiva russa in Ucraina ha paralizzato le esportazioni alimentari dei due giganti agricoli.

Questo ha portato a un'impennata dei prezzi dei cereali e del petrolio, che hanno superato quelli della primavera araba del 2011 e delle rivolte alimentari del 2008.

Il Programma delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO) ha indicato che, se la crisi dovesse continuare, altri 8-13 milioni di persone potrebbero trovarsi in condizione di denutrizione in tutto il mondo.

Il semaforo è ora rosso e non ci sono più navi in partenza dall'Ucraina, che prima del conflitto era anche il quarto esportatore mondiale di mais, stava per diventare il terzo esportatore mondiale di grano e rappresentava il 50% del commercio mondiale di semi di girasole e olio.

Prima dell'incontro, il Cremlino aveva fatto sapere che Vladimir Putin voleva approfittare della visita di Sall per "spiegare in modo esauriente la sua visione della situazione del grano ucraino".

Mosca sostiene che il blocco non è colpa sua, né è il risultato della presenza della sua flotta da guerra al largo delle coste ucraine, ma è il risultato dello sfruttamento dei porti ucraini da parte di Kiev.

Inoltre, le esportazioni di grano russo sono in gran parte bloccate a causa delle sanzioni logistiche e finanziarie imposte dall'Occidente per punire la Russia per il conflitto in Ucraina.

Per evitare che la crisi continui, il Cremlino ha chiesto la revoca delle sanzioni e lo sgombero delle mine dai porti ucraini, una posizione denunciata come "ricatto" da Kiev.