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Renault lascia Mosca (ma altre aziende francesi non mollano)

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Di Cristiano Tassinari  & Euronews France - Ansa
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Stabilimento Renault a Mosca.
Stabilimento Renault a Mosca.   -   Diritti d'autore  Screengrab

Poche ore dopo il discorso del presidente ucraino Volodymyr Zelensky all'Assemblèe Nationale francese, in cui ha invitato le aziende transalpine a interrompere le relazioni commerciali con la Russia per evitare di "sponsorizzare" la guerra del Cremlino, Renault ha - infine - deciso di sospendere tutte le sue attività a Mosca.

In un tweet, mercoledì sera, la casa automobilistica francese ha comunicato la sospensione del sito industriale nella capitale russa per un periodo indefinito, pur sottolineando che si prenderà cura "in modo responsabile" dei suoi 45.000 dipendenti in tutto il paese.

Renault, che è in parte di proprietà del governo francese, aveva temporaneamente sospeso la produzione nel suo stabilimento di Mosca appena è scoppiata la guerra, dando la colpa a problemi logistici, prima di riprendere la produzione alcuni giorni fa, prima del "discorso francese" di Zelensky.
**La fabbrica moscovita produce i SUV Arkana, Kaptur e Duster di Renault e Dacia e il modello Terrano per il suo socio giapponese Nissan. **

Le perdite economiche saranno senz'altro significative, perché la Russia è il secondo mercato mondiale di Renault, dopo la Francia.

Il gruppo francese ha, altresi, annunciato che sta pensando alla possibilità di uscire dalla società russa AvtoVAZ, che produce i modelli Lada e in cui Renault detiene una partecipazione del 68%.

Altri aziende francesi come TotalEnergies, Auchan, Decathlon e Leroy Merlin sono, viceversa, ancora nel mirino del presidente ucraino Zelensky e sottoposte ad una notevole pressione politica, in quanto hanno confermato, per il momento, la loro presenza commerciale in Russia.

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La società farmaceutica Sanofi, infine, ha annunciato che "fermerà ogni nuova spesa che non sia direttamente legata alla fornitura dei suoi farmaci e vaccini essenziali in Russia e Bielorussia".

Polemiche politiche (in piena campagna elettorale)

Il discorso di Zelensky all'Assemblèe Nationale e il suo invito alle aziende francesi di lasciare la Russia ha spaccato la classe politica d'Oltralpe, tra favorevoli e contrari. Un braccio di ferro che vede, innanzitutto, opposti il candidato ecologista alla Presidenziali (primo turno, domenica 10 aprile), Yannick Jadot, con le polemiche al vetriolo con il gruppo TotalEnergies, invitato a lasciare Mosca, e il rischio di tirarsi "una zappata sui piedi", evocato invece dalla candidata del Rassemblement National, Marine Le Pen.

In piena campagna elettorale, le polemiche sono continuate anche oggi. Con la candidata socialista, Anne Hidalgo, sindaca di Parigi, che invita TotalEnergies e Leroy Merlin a seguire l'esempio di Renault.
 Al momento, però, non tutte le aziende sembrano condividere questo approccio.
A cominciare dall'Associazione familiare Mulliez (AFM) che controlla marchi molto presenti in Russia (oltre a Auchan e Leroy Merlin, anche Decathlon). Intervistato da La Voix du Nord, il quotidiano della regione Hauts-de-France in cui è storicamente impiantata la famiglia Mulliez, Philippe Zimmermann, direttore generale di Adeo (Holding del gruppo Leroy Merlin), ha detto che chiudere verrebbe considerato "come un fallimento premeditato, che darebbe luogo ad espropriazioni" da parte di Mosca. "Sarebbe un regalo dell'azienda e dei suoi assett al regime russo e ciò rafforzerebbe la guerra"..