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Fuga da Mosca, le grandi aziende lasciano la Russia

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Di euronews
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Fuga da Mosca, le grandi aziende lasciano la Russia
Diritti d'autore  Evgeniy Sofiychuk/Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved

Mercoledì i russi si sono svegliati con tutti i negozi Apple chiusi. La società aveva annunciato la chiusura di tutti i suoi negozi in solidarietà con gli ucraini .

Si tratta di una decisione temporanea ha chiarito il portavoce di Re:store, la società ufficiale di Apple in Russia, al momento nessuno sa per quanto tempo e chi ne prenderà il posto.

Per Ben Wood, analista di CCS Insight:

"È interessante vedere se i cinesi riempiranno il vuoto lasciato da Apple e altri brand elettronici. Non sappiamo ancora cosa accadrà e quale sarà l'atteggiamento della Cina verso le sanzioni, ma immagino che alcuni marchi cinesi vedranno raddoppiare il proprio volume d'affari sul mercato russo".

Apple non è la sola a aver preso le distanze, molte altre multinazionali hanno deciso di partire o bloccare la propria produzione russa in risposta all'invasione ucraina.

La danese Maersk, compagnia di trasporti blocca tutti gli ordini non essenziali da e per la Russia.

Nel settore dei petroli, Bp, ShelleExon per citarne alcuni annunciano di vendere le proprie partecipazioni e bloccare le cooperazioni.

Bp è stata la prima

Domenica da Londra, la British petroleum, gigante petrolifero britannico,il maggiore investitore straniero in Russia ha deciso di cedere la sua partecipazione del 20% in Rosneft, la compagnia petrolifera di stato russa, una mossa molto dolorosa dal punto di vista finanziario tanto che potrebbe comportare una svalutazione di 25 miliardi di dollari e tagliare la sua produzione globale di petrolio e gas di un terzo.

In Borsa il titolo ha ceduto già un 7%.

A sole 24 ore di distanza è toccato a Shell prendere una decisione analoga. Citando l’insensato atto di aggressione militare della Russia, la multinazionale britannica ha comunicato la fine della partnership con Gazprom, gigante del gas russo controllata dallo stato, compreso l’impianto di gas naturale liquefatto Sakhalin-II e il suo coinvolgimento nel progetto del gasdotto Nord Stream 2 (progetti valgono circa 3 miliardi di dollari)..

La francese Total per il momento resta ma bloccca tutti i futuri investimenti.

Per il settore bancario HSBC e Barclays lasciano la Russia. In quello dell'automotive Ford, Bmw , Volkswagen , Jaguar, Land Rover, Volvo annunciano di sospendere l aproduzione in Russia e ogni tipo di invio.

Anche Boeing sospende ogni tipo di operazione in Russia.

Nel giro di sette giorni 30 anni di investimenti occidentali in Russia sono svaniti come neve al sole.