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A Leopoli anche i civili si addestrano all'uso delle armi

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Di Annalisa Cappellini
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A Leopoli anche i civili si addestrano all'uso delle armi
Diritti d'autore  AP Photo

Prepararsi alla guerra è ormai una necessità anche a Leopoli, la capitale culturale dell'ovest dell'Ucraina, a soli 70 chilometri dal confine polacco. La città, finora risparmiata dall'avanzata russa, ha subito questo venerdì un attacco missilistico, riconosciuto dalle forze armate russe, che ha colpito una fabbrica nei dintorni dell'aeroporto della città.

Nelle ultime ore le sirene antiaeree hanno suonato più volte nella città, fortunatamente senza essere seguite da un attacco diretto. Ma numerosi civili hanno scelto di prepararsi ad un eventuale attacco russo a Leopoli imparando ad usare le armi. Una scuola internazionale di Leopoli è ora adibita a scuola di difesa. Denis Girenko spiega a una ventina di civili come approcciarsi alle armi, mentre giovani donne e uomini imbracciano fucili per la prima volta nella loro vita.

"Il nostro programma è stato pensato per persone che non hanno esperienza con le armi", chiarisce l'istruttore. "Quindi per prima cosa spieghiamo loro l'importanza della sicurezza, che è fondamentale per evitare di colpire i loro connazionali o di farsi del male da soli. Passiamo molto tempo spiegando e mostrando diversi esempi. Poi insegniamo loro i movimenti base, come sbloccare l'arma, caricarla, posizionarsi e poi mirare", elenca Denis Girenko.

Difesa e primo soccorso, ma anche proteste pacifiche

Oltre a nozioni sull'uso delle armi, in questa scuola di Leopoli si insegnano anche rudimenti di primo soccorso, per aiutare i feriti in caso di attacco.

Gli abitanti di Leopoli hanno anche scelto di protestare con un gesto simbolico contro l'invasione del loro Paese da parte della Russia. Anonimi cittadini hanno esposto nella piazza del mercato 109 passeggini, un simbolo che rappresenta il numero di bambini che hanno finora perso la vita nello scontro tra Russia e Ucraina.

La minaccia di un attacco diretto sembra sempre più concreta a Leopoli, dove sabato scorso le lezioni sono state interrotte dal suono della sirena antiaerea.

"Ora potrò difendere il mio Paese"

Mentre migliaia di Ucraini scappano dalla guerra, altri decidono di percorrere la strada inversa e di tornare per aiutare il loro Paese. Si tratta di Ucraini espatriati, come Rosa Bilusova, che vive e lavora in Polonia ma ha scelto di tornare a casa per entrare nelle schiere dei riservisti a Odessa. "Ho tre anni di esperienza in campo militare e ora potrò difendere il mio Paese. Non avrebbe senso per me rimanere in Polonia, l'Ucraina è più importante. Anche mio marito è tornato a casa e potremo combattere insieme", dichiara la donna.

Secondo le autorità di frontiera polacche, 238.000 Ucraini sono tornati nel loro Paese dall'inizio della guerra. Le cifre sono però di difficile interpretazione, poichè se molti tornano per combattere, non è chiaro invece quanti di loro attraversino la frontiera per portare alle loro famiglie i beni che scarseggiano in Ucraina.