La tattica militare russa: l'Ucraina come la Cecenia e la Siria

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Per Siemon Wezeman, esperto di tattiche militari dell'Istituto Internazionale di Ricerche sulla Pace di Stoccolma, "quando il grosso delle truppe russe non riesce a sopraffare la resistenza allora ricorre alle armi pesanti"

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Dopo quasi venti giorni dall’inizio dell’invasione, le truppe russe hanno come obiettivo prendere il totale controllo dell’Ucraina anche a costo di ulteriore spargimento di sangue. Sono già migliaia i civili ucraini che hanno perso la vita. Altrettanti quelli che hanno perso tutto sotto il fuoco e i bombardamenti dell'esercito russo.

Città come Mariupol sul Mar d'Azov, Kharkiv e Chernihiv nel nord-est sono sotto assedio di raid aerei e attacchi da parte dell'artiglieria pesante. Una tipica tattica usata ereditata dall'esercito sovietico: quando il grosso delle truppe non riesce a sopraffare la resistenza allora si ricorre alle armi pesanti, come fa notare Siemon Wezeman del SIPRI, l'Istituto Internazionale di Ricerche sulla Pace di Stoccolma.

"Non importa se il nemico si trova in una città oppure no - dice Wezeman -. I russi ricorrono alle esplosioni come è accaduto fatto a Grozny, in Cecenia. Anche lì hanno cercato di entrare prima con forze ridotte per attaccare i ribelli ceceni. Poi quando questo metodo non ha funzionato hanno deciso di radare al suolo tutto quanto".

Lo stesso metodo è stato usato ad Aleppo, in Siria. Non è un caso che la Russia abbia annunciato il dispiegamento di unità speciali siriane sperimentate durante la guerra. Ora è fondamentale che l'esercito ucraino eviti l'accerchiamento di Kiev. La resistenza sta cercando di fare in modo che la capitale ucraina non sia completamente circondata dai militari nemici.

L'offensiva russa sembra procedere molto più lentamente di quanto previsto dal Cremlino. I generali non vogliono uno stallo nei combattimenti, e non vogliono vedere i loro carri armati diventare un facile bersaglio delle flessibili tattiche militari di Kiev. "Gli ucraini si stanno preparando a questo tipo di combattimenti con piccole unità dal 2014 - dice Wezeman - anche con l'aiuto dei vari eserciti occidentali che addestrano gli ucraini da tempo con autorità delegate e operazioni su piccola scala".

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