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Crisi ucraina: arrivano le sanzioni Ue. NATO pronta a tutto

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Di euronews
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Consiglio europeo dei Ministri degli Esteri a Parigi
Consiglio europeo dei Ministri degli Esteri a Parigi   -   Diritti d'autore  Michel Euler/Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved

Botta e risposta fra l'Occidente e Mosca sulla crisi in Ucraina dove la tensione resta alta anche sul terreno.

Gli Stati membri dell'Ue hanno concordato all'unanimità un pacchetto di sanzioni contro la Russia, in risposta alla decisione di Putin di riconoscere unilateralmente le regioni separatiste dell'Ucraina orientale, Donetsk e Luhansk come indipendenti, aumentando ulteriormente le tensioni e annacquando qualsiasi sforzo diplomatico per la riduzione dell'escalation.

La decisione è stata presa a Parigi nel corso di una riunione straordinaria dei ministri degli Esteri europei ed è stata più dura del previsto. L'Unione sanziona i 351 membri della Duma che hanno votato a favore del riconoscimento delle regioni separatiste e 27 persone ed entità accusate di destabilizzare l'Ucraina. Le sanzioni includono anche restrizioni a banche e ed enti governativi russi e limitano l'accesso ai mercati finanziari europei oltre a bloccare il debito sovrano della Russia.

Anche il commercio tra i Paesi europei e le regioni separatiste sarà interrotto. L'alto diplomatico dell'Ue, Josep Borrell, tuttavia, ha avvertito che l'Ue è pronta ad andare oltre poiché ci sono ancora questioni in sospeso, incluso ciò che accadrà con il resto della regione del Donbass sotto il controllo dell'Ucraina.

"Continueremo a vigilare. Il consenso e l'unanimità raggiunti oggi non implicano che siamo alla fine della storia. Manteniamo le munizioni nella nostra cassetta degli attrezzi per continuare a sanzionare il comportamento russo se necessario".

L'Europa riuscirà ad essere unita?

Gli analisti sostengono che, affinché le sanzioni siano efficaci, dovrebbero essere imposte per tempi più lunghi, anche due o tre anni e mirare a una gamma più ampia di settori, ma ovviamente questo è costoso non solo per la Russia ma anche per la stessa Europa.

"Penso che se è un breve periodo, il prezzo non è così alto, se è un periodo più lungo, cioè almeno durante l'inverno, si spera il prossimo anno, il prezzo da pagare sarà la mancanza di accesso al gas", dichiara Guntram Wolff, direttore di Bruegel. "Penso che questa sia davvero la questione. Riuscirà l'Europa ad essere unita di fronte a questa aggressione ed essere pronta a rispondere con sanzioni che sarebbero molto dolorose per la Russia, ma anche abbastanza dolorose per noi europei?"

E mentre l'Ue è in costante coordinamento con gli alleati degli Stati Uniti e della NATO per i prossimi passi, il ministro degli Esteri francese ha chiarito che un incontro con il suo omologo russo previsto per questo venerdì non avrà luogo "poiché sarebbe stato possibile solo se non ci fosse stata l'invasione", ha sottolineato.

"Gli accordi di Minsk non esistono più"

Putin torna a parlare e chiarisce, punto per punto, la sua posizione, a partire dal riconoscimento della sovranità dei separatisti che, specifica, è "sull'insieme delle regioni" di Lugansk e Donetsk.

"Gli accordi di Minsk" sul Donbass "non esistono più", ha sentenziato. Questo dopo che il presidente russo aveva chiesto al Senato - e ottenuto in poche ore - l'autorizzazione per l'invio di forze militari all'estero. Quindi il capo del Cremlino ha ribadito: "La soluzione migliore sarebbe che l'Ucraina rinunciasse spontaneamente all'ambizione di aderire alla Nato".

NATO in massima allerta

Intanto il segretario NATO, Jens Stoltenberg ha annunciato che l'Alleanza è in massima allerta, 100 caccia e 120 imbarcazioni sarebbero pronti per quello che lui stesso ha definito il peggior momento della sicurezza europea".

"Tutte le indicazioni che abbiamo ci dicono - ha dichiarato Stoltenberg -che la Russia intenda continuare nel piano di attacco all'Ucraina. I russi avevano promesso di ritirarsi ma vediamo il contrario . Vediamo sempre più militari in assetto di combattimento, pronti a agire".

Nell'Ucraina orientale le strade sono vuote e gli altoparlanti invitano a recarsi nei centri d'accoglienza.