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Bielorussia, la soluzione alla crisi migratoria è politica. "Tutto dipende dai leader europei"

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Di Valérie Gauriat  & Debora Gandini
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La crisi migratoria al confine tra Polonia e Bielorussia
La crisi migratoria al confine tra Polonia e Bielorussia   -   Diritti d'autore  Diritti d'autore OKSANA MANCHUK/AFP

Un gigantesco magazzino trasformato dalle autorità di Minsk in un dormitorio per migranti. Siamo vicino al valico di frontiera di Bruzgi tra la Bielorussia e la Polonia. Centinaia di persone, bloccate per settimane in campi di fortuna dopo aver tentato di attraversare il confine polacco, ora hanno un posto caldo dove stare. Anche se le condizioni di vita restano disastrose.

"C’è un sacco di gente, non abbiamo nemmeno un bagno, ci racconta Mohamed un richiedete asilo curdo. Ad alcune persone, come potete vedere, non piace la qualità del cibo che viene distribuito perché hanno visto che molti alimenti erano scaduti.

All'interno del dormitorio si trovano stipati circa 2.000 migranti. Hanno allestito dei letti a castello improvvisati sul pavimento del magazzino. Anche se i bambini sorridono e le persone sono estremamente socievoli, questo posto è davvero sovraffollato. Non è una situazione salutare, per nulla, si respira un cattivo odore. Ma qui tutti stanno solo aspettando che l'Europa trovi una soluzione.”

Vladimir Karanik, il governatore della regione di Grodno ha inviato un messaggio molto chiaro attraverso i media. “La maggior parte di queste persone dice di voler continuare il proprio viaggio, ma noi non li possiamo aiutare in questa loro scelta. La soluzione a questa crisi umanitaria non dipende da noi, è una questione politica, e la decisione deve essere presa dai leader dell'Unione Europea. Si deve capire con quali criteri risolvere il tutto e a chi sarà data la possibilità di raggiungere la destinazione prescelta."

“La soluzione a questa crisi umanitaria non dipende dalla Bielorussia. E' una questione politica e la decisione deve essere presa dai leader dell'Unione Europea."
Vladimir Karanik
Governatore regione di Grodno

Dall'altra parte del confine, nella regione polacca di Podlasie, la tensione resta molto alta. Ovunque ci sono posti di blocco per impedire l'accesso a una zona di esclusione grande tre chilometri e istituita al confine con la Bielorussia.

Intanto gli attivisti cercano di aiutare i migranti nascosti nelle foreste. Molti sono stati salvati da volontarie e dalle guardie di frontiera polacche. “Abbiamo trascorso circa 15-16 giorni nei boschi. Era tutto in andare e venire, ci fa sapere Fadi rifugiato siriano. Ci hanno preso in giro. I bielorussi ci hanno spinto verso il confine, i polacchi ci hanno respinto. Stavamo per morire. Siamo scappati dalla guerra e siamo venuti a morire nella foresta. “

Nel tentativo di attraversare il confine sono morte almeno 12 persone. Intanto Varsavia ha iniziato a costruire un muro lungo il confine, cemento e filo spinato. Il reportage integrale sulla grande crisi dei migranti sarà in onda questa settimana a Witness qui su Euronews.