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Minsk-Mosca: venti di nuova guerra fredda in Donbass; Usa: "Putin pronto ad aggredire"

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Di Gioia Salvatori
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Soldati ucraini in Donbass vicino Donetsk - Archivio, agosto 2014
Soldati ucraini in Donbass vicino Donetsk - Archivio, agosto 2014   -   Diritti d'autore  Evgeniy Maloletka/AP

Cresce il nervosismo nel Donbass, la regione ucraina in mano ai separatisti russi e in guerra con Minsk. La sensazione è che le parti in causa cerchino il pretesto per una svolta, che venti di una nuova guerra fredda spirino sul Donbass: il segretario di Stato americano ha chiaramente accusato Mosca di preparare azioni non meglio specificate contro l'Ucraina. Il Cremlino non ha smentito.

La giornata è stata una prova di forza tra le parti. Prima di Blinken aveva parlato Putin: la Russia cercherà "garanzie per blindare la sua sicurezza" e precludere la strada ad ogni espansione verso Est della NATO. Lo ha detto chiaro il presidente russo Vladimir Putin in un evento diplomatico al Cremlino oggi tuonando di nuovo contro la possibilità che l'Alleanza dispieghi armi nucleari in Ucraina.

"Non potremo porre fine alla guerra senza colloqui diretti con la Russia. Dobbiamo parlare, dobbiamo parlare sapendo che abbiamo un esercito forte e potente", ha provato un invito il presidente ucraino Vlodymyr Zelensky che però a Mosca trova un niet mentre le tensioni si moltiplicano così come il rimpallo di responsabilità.

Mosca: l'Ucraina ha 125.000 uomini al confine

"Le forze armate ucraine stanno rafforzando le loro milizie, ammassando attrezzature e personale. Secondo alcuni rapporti, il numero di uomini nella zona del conflitto ha già raggiunto i 125.000", accusa la portavoce del ministero degli esteri russo.

Il segretario di Stato americano a fine giornata risponde a distanza che è il contrario, dice che ci sono le prove che "un'aggressione russa" all'Ucraina è in preparazione e che, se dovesse succedere, la risposta sarà dura, leggi: sanzioni mai viste prima.

Non sappiamo se Putin ha preso la decisione di invadere l'Ucraina ma noi dobbiamo essere preparati a tutte le evenienze
Antony Blinken
segretario di Stato USA

Parole che chiudono sotto pessimi auspici il il vertice Nato di Riga, summit dominato dalla questione ucraina sulla quale anche il segretario dell'alleanza Jens Stoltenberg si è espresso con durezza dicendo che: "Ci sarà un prezzo alto da pagare per la Russia se ancora una volta userà la forza contro una nazione sovrana indipendente, l'Ucraina. Abbiamo dimostrato la nostra capacità di imporre dei costi, con azioni economiche e politiche."

Sanzioni che la NATO può coordinare ma che saranno i singoli Stati individualmente o l'Unione a imporre.