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Cop 26: l'India ottiene un accordo a ribasso

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Di Euronews
Cop 26: l'India ottiene un accordo a ribasso
Diritti d'autore  Alberto Pezzali/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved

Accordo raggiunto a Glasgow al termine della Cop 26 sul clima. Il Glasgow Climate Pact sull'utilizzo del carbone viene però da più Paesi definito un accordo al ribasso, un patto deludente rispetto alle bozze e alle premesse di partenza.

"Ridurre gradualmente", invece di "eliminare gradualmente" l'energia da carbone, fonte di emissioni di gas serra. Dettagli, che pesano come macigni sull' accordo sul clima raggiunto a Glasgow che, alla fine, suscita più delusione che appalausi. L' intervento dell'ultimo minuto da parte dell'India per revisionare al ribasso la stesura finale del patto ha suscitato le ire degli attivisti che hanno parlato di "Fallimento".

Per gli attivisti è un fallimento

Secondo pareri scientifici gli impegni presi al vertice Cop 26 in queste due settimane risultano dunque al di sotto della soglia necessaria per limitare le temperature. I Paesi ricchi sono stati sostanzialmente accusati di aver fallito al summit nel fornire i finanziamenti necessari agli Stati vulnerabili che sono a rischio di siccità, aumento dei mari, incendi e tempeste. Nel dettaglio le conclusioni prevedono:

- Impedire che il riscaldamento climatico superi un grado e mezzo 

- Un accordo di cooperazione tra Stati Uniti e Cina a salvaguardia del pianeta. 

Il presidente della Cop 26 ha registrato il mezzo fallimento: "Sono amareggiato - ha detto Alok Sharma -  per com'è finita ma davanti abbiamo un accordo storico. Vorrei che fossimo stati in grado di mantenere la formula originaria. Tuttavia, abbiamo una frase sul carbone, sulla sua riduzione graduale, e penso che moltissime persone apprezzeranno il fatto che almeno questo è stato raggiunto".

Per Jennifer Morgan, direttrice esecutiva di Greenpeace international un altro fallimento come quello di Glasgow sarà inaccetabile: "Penso che sia un testo mite e debole - ha detto - Ma invia un segnale sulla fine del carbone. Ciò è bene, ma non soddisfa le esigenze del momento. Mantiene a malapena l'obiettivo di 1,5 gradi. Non credo che i giovani ovunque nel mondo accetteranno un' altra COP come questa".

Gli attivisti avrebbero voluto nero su bianco l**'eliminazione del carbone non la sua riduzione**, vago e difficilmente verificabile l'obiettivo di contenere il riscaldamento a un grado e mezzo, inoltre. 

C'è chi vede il bicchiere mezzo pieno...

Tuttavia c'è chi vede il bicchiere m ezzo pieno, tra questi John Kerry, inviato statunitense per il clima: "Il carbone e la riduzione graduale del carbone sono scritti, fa parte delle decisioni - ha sottolineato - E devi ridurre gradualmente il carbone prima di poterlo eliminare. Quindi questo è l'inizio di qualcosa". Sulle stesse posizioni la presidente della commissione europea Ursula Von Der Leyen per la quale l'accordo è un passo avanti nella buona direzione anche se resta ancora del lavoro da fare.