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La Germania premia Tsitsi Dangarembga, scrittrice e regista africana che esordì nel 1988

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Di euronews
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La Germania premia Tsitsi Dangarembga, scrittrice e regista africana che esordì nel 1988
Diritti d'autore  DAMIAN SANCHEZ/AFP

L'editoria tedesca assegna il Premio per la pace, il suo Friedenspreis des Deutschen Buchhandels alla scrittrice e regista dello Zimbabwe Tsitsi Dangarembga. Un riconoscimento che si può considerare equivalente al nostro Premio Bancarella. Dangarembga è nota al pubblico internazionale per il successo di "Condizioni nervose"(1988), il primo romanzo a sfondo autobiografico ad essere scritto in inglese da una donna nera dello Zimbabwe (era stato classificato dalla BBC nel 2018 come uno dei 100 migliori libri al mondo). Dangarembga pur vivendo in Germania da tempo dove ha studiato e sposato un tedesco, scrive in inglese ed è molto nota nei paesi anglofoni.

Una potente voce dall'Africa

Dangarembga è "una potente voce dell'Africa nella letteratura contemporanea", recita la motivazione del premio. L'autrice 62enne lotta da anni per la libertà e contro la corruzione tanto che è anche finita in carcere, in questo senso il premio rappresenta un incoraggiamento e un sostegno morale alla sua azione. "La soluzione è annullare razzismo e classismo insieme ad altri schemi mentali gerarchici basati su dati demografici o sul sesso, la religione, la nazionalità": ha detto Dangarembga nel discorso pronunciato al momento della premiazione. Per l'autrice leggere l'impero mondiale significa riconoscere le più perverse deviazioni che nelle società avvelenano il consorzio umano e la pacifica convivenza.

L'affetto di Auma Obama

Amica di lunga data della vincitrice, la sociologa keniota Auma Obama, sorellastra dell'ex presidente statunitense, ha elogiato appassionatamente Dangarembga alla premiazione nell' ex chiesa Paulskirche di Francoforte. "Col tuo lavoro - ha detto Obama - hai combattuto sempre, abbiamo visto che ti hanno arrestato, ma hai continuato a combattere con tutti i mezzi possibili, girando film ed hai alzato la voce per chi è senza voce e senza libertà di parola nel tuo Zimbabwe. Leggete la letteratura africana! Guardate oltre l'orizzonte. Siamo qui, siamo forti. Non lasciare che questo resti come un episodio isolato. Grazie!"