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Scontro Ue-Polonia, Von der Leyen: "Agiremo". Varsavia: "Non accettiamo minacce"

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Di Alberto De Filippis  & Redazione italiana
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Scontro Ue-Polonia, Von der Leyen: "Agiremo". Varsavia: "Non accettiamo minacce"
Diritti d'autore  Ronald Wittek/Associated Press

Qualcosa si è rotto tra Bruxelles e Varsavia e si è rotto sul palcoscenico di Strasburgo.

L'ennesimo scontro tra Unione europea e Polonia è iniziato alla plenaria dell'Europarlamento con le parole della presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, che ha parlato di "sfida diretta" alle basi giuridiche comunitarie, promettendo una reazione.

"Questa sentenza mette in discussione i fondamenti dell'Unione europea - ha detto la presidente - è una sfida diretta all'unità dell'ordine giuridico europeo, la Commissione agirà e le opzioni sono note.

La prima: le infrazioni, dove contestiamo legalmente la sentenza della Corte costituzionale polacca: un'altra opzione è il meccanismo di condizionalità e altri strumenti finanziari".

Il premier polacco non ha tardato a rispondere: per Mateusz Morawiecki, Varsavia vuole restare in Europa, ma le minacce sono inaccettabili.

"Non è accettabile imporre le proprie decisioni agli altri senza base legale, non è accettabile usare il ricatto finanziario, parlare di sanzioni o usare un linguaggio che va oltre, contro alcuni Paesi membri.

Rifiuto questo linguaggio di minacce o coercizione, rifiuto i politici che ricattano e minacciano la Polonia".

Mindaugas Kulbis/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved.
AP PhotoMindaugas Kulbis/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved.

Morawiecki ha dovuto difendersi dagli attacchi contro la sentenza della Corte costituzionale polacca, che ha stabilito il primato del diritto nazionale su quello europeo.

Al di là della battaglia tra Bruxelles e Varsavia, un'altra sfida incombe all'orizzonte: quella tra Parlamento e Commissione.

Alcuni deputati, infatti, vorrebbero citare in giudizio la Commissione stessa per "mancanza di azione" contro la Polonia.

L'organismo facente capo ad Ursula von der Leyen ha già avviato in passato procedure di infrazione contro Varsavia per le leggi incriminate, entrate in vigore nel febbraio 2020.

L'Unione è preoccupata per i diritti LGBTQ, per la libertà dei media e per quei casi che comportano la revoca dell'immunità dei giudici, che consente di avviare contro di loro procedimenti penali, sospensioni temporanee e riduzioni di stipendio.

Quando i leader degli Stati si incontreranno a Bruxelles alla fine di questa settimana, probabile che la battaglia sul diritto dell'Unione ed il posto della Polonia compaia nelle discussioni.

Tuttavia, la decisione finale su quale azione intraprendere effettivamente resta di competenza della Commissione europea.

Lo scontro visto dagli eurodeputati

La diatriba tra Polonia e Unione europea ha tenuto banco nei corridoi dell'europarlamento questo martedì. Sulla stessa linea d'onda Partito Popolare Europeo e Socialisti e Democratici, che appoggiano la posizione presa da Usrula von Der Leyen. Ne abbiamo parlato con Salvatore De Meo, eurodeputato del PPE. "Noi abbiamo rivendicato nella definizione del Next Generation che lo stato di diritto è una condizione essenziale. Non può esserci chi è europeo a fasi alterne", dice De Meo. "Oggi siamo di fronte a un momento delicato, l'Europa vuole dare una mano a tutti coloro che hanno difficoltà e la Polonia ha una quantità di risorse importante, ma non può utilizzarle se continua a voler rivendicare degli elementi che sono in netto contrasto con i principi fondamentali del progetto europeo".

La pensa diversamente il Gruppo dei Conservatori e Riformisti, per i quali la questione ha ragioni prettamente politiche. "Mi sembra un dibattito molto grave e strumentale. Dall'inizio della legislatura abbiamo parlato in aula più di Polonia, che di qualsiasi altra questione, dal Covid alla ripresa economica", spiega Raffaele Fitto co-presidente del gruppo. "Non sfugge a nessuno che c'è un'azione mirata da parte delle istituzioni europee, purtroppo fortemente politicizzata per andare contro un governo legittimamente eletto. Mettere in campo questo dibattito è chiaramente strumentale e ha un obiettivo: quello di avviare un'azione contro un governo che non si piega al mainstream europeo".