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Polonia, europeisti in piazza dopo lo scontro tra Corte suprema e Bruxelles

Polonia, europeisti in piazza dopo lo scontro tra Corte suprema e Bruxelles
Diritti d'autore Czarek Sokolowski/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved
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Di Antonio Michele Storto
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A convocare le manifestazioni è stato l'ex presidente del Consiglio europeo, e ora capo dell'opposizione in Polonia, Donald Tusk. Da più parti si teme un'uscita dall'Unione

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Migliaia di polacchi sono scesi in strada domenica, per reclamare l'appartenenza del loro paese all'Unione Europea.

La manifestazione arriva sulla scia della storica sentenza pronunciata la scorsa settimana dalla Corte Suprema, che ha sancito il primato del diritto nazionale su quello comunitario, e l'incompatibilità di alcune leggi europee con la costituzione polacca.

Una pronuncia che arriva al culmine di un'escalation partita con le controverse riforme polacche in tema di giustizia, aborto, e diritti LGBT; e che di fatto rischia di innescare un nuovo braccio di ferro che potrebbe tradursi in un'uscita del paese dall'Unione

Proprio le obiezioni comunitarie circa la situazione dello stato di diritto nel paese hanno finora impedito alla Polonia di far convalidare il suo piano di risanamento dalla Commissione europea. Subito dopo la sentenza, la Commissione si è inoltre riservata di utilizzare un nuovo meccanismo atto a sospendere i pagamenti di fondi europei, secondo il principio della condizionalità al rispetto dello stato di diritto. 

A convocare le manifestazioni pro-Bruxelles è stato l'ex presidente del consiglio europeo Donald Tusk, ora leader del principale gruppo di opposizione del paese, Piattaforma Civica,

Nel mezzo di un'ondata di critiche arrivate da ogni parte dell'Unione, dopo la sentenza, Tusk ha chiesto ai polacchi di "difendere la Polonia europea",

"Dobbiamo salvare la Polonia - ha scritto su twitter - nessuno lo farà per noi", ha detto su Twitter.

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