Danimarca: acqua pulita e fresca con il riciclo delle acque di scarto

Riciclo acqua piovana
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Di Debora Gandini
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Un modo eco-friendly per non sprecare nulla, nemmeno l'acqua piovana e le acque di scarto. Nella cittadina danese è già un successo

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La seconda città più popolosa della Danimarca, Aarhus è conosciuta come ‘la più piccola grande città del mondo’. Da qualche tempo è nota anche per un singolare primato: la distribuzione di acqua potabile domestica attraverso l’impiego di un biogas prodotto dalle acque di scarico e da quella piovana.

Proprio così: attraverso la lavorazione delle acque reflue domestiche ad Aarhus si ottiene l’energia necessaria per far funzionare buona parte della struttura idrica cittadina, utile per le famiglie con molti bambini. Un modo eco-friendly di utilizzare le varie risorse. “L'acqua passa attraverso due tubi. C'è un’acqua secondaria che si usa per il bagno e la lavatrice e l'acqua potabile normale”. Ovviamente tutto questo è resto possibile grazie a dei lavori di miglioramento dell’impianto di trattamento delle acque reflue della città danese.

Il successo del progetto di riciclo dell’acqua ad Aarhus è stato reso possibile da una combinazione tra le severe regolazioni ambientali urbane, mirate ad eliminare qualsiasi perdita d’acqua nella rete cittadina, e l’obiettivo dichiarato di ridurre al minimo l’inquinamento da nitrato e fosfato.

I costi dell’operazione

Il miglioramento del sistema di approvvigionamento idrico della città di Aahrus ha avuto un costo iniziale non indifferente: l’ottimizzazione dell’impianto di Marselisborg ha infatti richiesto un investimento di circa 3 milioni di euro. I manager di Aarhus Water sono tuttavia ottimisti e pensano di poter ammortizzare questa spesa nel giro di soli cinque anni. Tutto questo sarà possibile grazie ai risparmi dovuti alla ridotta manutenzione necessaria e alle vendite dell’energia in eccesso.

Un'energia più pulita

Anche se la Danimarca non è a rischio inondazioni, come dicono gli esperti, i cambiamenti climatici potrebbero stravolgere tutto da qui al 2100. il riscaldamento globale richiederà un utilizzo crescente di energia anche per fornire nuove fonti di acqua fresca, a partire dalla desalinizzazione dell’acqua di mare.

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