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Nell'inferno degli incendi sull'isola di Evia: "Soli e abbandonati dal governo greco"

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Di Apostolos Staikos  & Edizione italiana: Cristiano Tassinari
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"Non riusciremo più a ricostruire le nostre vite...".
"Non riusciremo più a ricostruire le nostre vite...".   -   Diritti d'autore  Euronews
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Sull'isola di Evia (in italiano si chiama anche Eubea), in Grecia, in mezzo al Mar Egeo, i residenti tagliano gli alberi...per salvarsi la vita.

Sacrificano alcuni arbusti da dare "in pasto" al fuoco, per poter proteggere il resto del bosco e, soprattutto, le loro case.

Cittadini, soccorritori e volontari cercano cosi di tenere lontano le fiamme più minacciose.

Dopo una settimana di incendi devastanti, sull'isola di Evia si sentono sempre impotenti e soli. E abbandonati.
Ancora di più nel villaggio di Ellinika, epicentro degli incendi più terribili di questi giorni.

"Dove sono gli aerei?"

Ioannis Thanos è una Guardia forestale:

"I Vigili del Fuoco stanno facendo del loro meglio. Ma noi vogliamo degli aerei che bombardino con l'acqua! Il fuoco è dietro questa montagna. Se passa, il fuoco verrà qui. Abbiamo bisogno di aerei! Dove sono gli aerei?"

ΚΩΣΤΑΣ ΤΣΙΡΩΝΗΣ/ 2021 ΑΘΗΝΑΙΚΟ-ΜΑΚΕΔΟΝΙΚΟ ΠΡΑΚΤΟΡΕΙΟ ΕΙΔΗΣΕΩΝ
"Se il fuoco supera la montagna, per noi è finita!"ΚΩΣΤΑΣ ΤΣΙΡΩΝΗΣ/ 2021 ΑΘΗΝΑΙΚΟ-ΜΑΚΕΔΟΝΙΚΟ ΠΡΑΚΤΟΡΕΙΟ ΕΙΔΗΣΕΩΝ

Kostas Fillos è uno dei tanto volontari:
"Stiamo aiutando il più possibile. Stiamo cercando di salvare i nostri paesi le nostre case. La situazione è fuori controllo. Potete vedere cosa sta succedendo. Tutti sono sulla strada, nessuno più dorme, nè di giorno nè di notte".

Poiché le fiamme non sono state spente del tutto, non si può ancora stimare realisticamente quante case siano state distrutte e quante migliaia di ettari di foresta siano state bruciate.

Klelia Dimitraki è la presidente della comunità di Monokaria.
Quando non è in prima linea a combattere gli incendi, passa il tempo con i suoi compaesani nella piazza principale e cerca di tirarli su di morale.

Ma la situazione è tragica.

"Un olocausto"

Racconta Klelia Dimitraki:
"È un olocausto. Tutti i paesi, l'intera area...tutto finito, per sempre. Tutto quello che diciamo oggi è che siamo fortunati ad essere vivi. Domani, dopo oltre una settimana, i politici verranno a fare promesse del tipo "Vi aiuteremo, ricostruiremo le vostre case e le vostre proprietà"... Ma io sono cresciuta qui e credo proprio che molti di noi non riusciranno più a ricostruire le loro vite".

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Klelia Dimitraki nella piazza con gli altri cittadini.Euronews

Lo "scaricabarile" di Mītsotakīs

Da Atene, si fa sentire anche il primo ministro greco Kyriakos Mītsotakīs, decisamente veloce nello scaricare le responsabilità sulle autorità locali dell'isola.

"Sono il primo a scusarmi per qualsiasi nostra debolezza. Capisco perfettamente il dolore dei nostri concittadini che hanno visto bruciare le loro case o le loro proprietà. Ogni mancanza sarà individuata. E le responsabilità verrano punite".

Giannis Spyrounis/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved
Il primo ministro greco Kyriakos Mītsotakīs durante la visita all'antica Olimpia. 5 agosto 2021.Giannis Spyrounis/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved

"Potranno vivere tra le cenere?"

L'inviato di Euronews sull'isola di Evia, Apostolos Staikos:
"La gente del posto dice che a un certo punto il fuoco si spegnerà, perché semplicemente non avrà più nulla da bruciare...
Dopo una settimana di lotta contro le fiamme, molti stanno ora rivolgendo la loro attenzione a ciò che accadrà dopo l'incendio. I residenti, arrabbiati, si chiedono se potranno rimanere nella loro terra, se potranno vivere tra le ceneri...".

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Il reporter Apostolos Staikos: "I cittadini, arrabbiati, ora pensano a quello che accadrà dopo l'incendio".Euronews