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La Bielorussia al Regno Unito che mette le sanzioni: "Volete scatenare la guerra"

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Di Euronews
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La Bielorussia al Regno Unito che mette le sanzioni: "Volete scatenare la guerra"
Diritti d'autore  Nikolay Petrov/BelTA
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Trascorso un anno dalle elezioni in Bielorussia, a cui ha fatto seguito l'ondata di proteste contro il risultato delle urne, il presidente Alexander Lukashenko ha annunciato che darà presto le dimissioni, senza però specificare quando.

Lukashenko ha anche negato di aver ordinato la repressione del dissenso e ha alzato i toni sulle nuove sanzioni, decise dal Regno Unito nei confronti di Minsk: "Scatenerete la terza guerra mondiale. Volete questo? - dice Lukashenko - State spingendo noi e i russi a questo. Volete vincere questa guerra? Non ci saranno vincitori! E se ci saranno, non sarete voi! Quindi andateci piano. Mentre reagiamo con calma a tutto questo, sediamoci al tavolo dei negoziati e cominciamo a pensare a come superare questa situazione".

A Vilnius, dove la leader dell'opposizione Svetlana Tikhanovskaya ha trovato rifugio, la richiesta è quella di non scendere a patti con il regime: " La crisi sarà risolta quando libereremo tutti i prigionieri politici e terremo nuove elezioni presidenziali democratiche sotto osservazione internazionale - dichiara Tikhanovskaya - Devo esortare a non trattare con questo regime. È impossibile parlare con un presidente illegittimo che mantiene il potere solo grazie alla violenza, alle torture e alle repressioni".

Nel tweet: "9 agosto 2021. 1 elezione presidenziale rubata in Bielorussia. Milioni di voti per il cambiamento. 365 giorni di proteste pacifiche. 610 prigionieri politici. Migliaia sono imprigionati per motivi politici. 36.000 sono stati arrestati. Continuiamo a lottare fino a quando tutti questi numeri non saranno storia".

Intanto, le proteste non si fermano: a Varsavia un gruppo di attivisti ha manifestato davanti all'ambasciata. Le opposizioni continuano la loro campagna fuori dai confini bielorussi,. Nel paese , in quest'anno di mobilitazioni, sono state arrestate circa 36mila persone.

Alcune sono scomparse, altre allungano l'elenco delle vittime della repressione del governo.