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La rivolta dei migranti in Lituania: "porte aperte" decise da Lukashenko

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Di Debora Gandini
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La rivolta dei migranti in Lituania: "porte aperte" decise da Lukashenko
Diritti d'autore  Mindaugas Kulbis/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved.
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Ammassati, in condizioni spesso disumane. Ogni giorno centinaia di migranti dalla Bielorussia in Lituania subito fermati dalle autorità locali. In un centro di detenzione la polizia ha usato un cannone ad acqua e gas lacrimogeni per disperdere un gruppo di loro in rivolta per le condizioni di vita precarie. Secondo l’Unione europea il Presidente bielorusso Aleksandr Lukashenko sta creando una crisi migratoria in Lituania come ritorsione per la sanzioni imposte a Minsk.

Ylva Johansson, Commissario europeo per gli Affari Interni era a Vilnius il giorno in cui si raggiunse il record di arrivi e di relativi arresti di migranti, 287. Da 70 all'anno si è passati a 2.700 in un mese, quello di luglio. “E’ una provocazione del regime di Lukashenko - ha sottolineato la Johansson- Quello che sta accadendo è assolutamente inaccettabile. Non c'è libero accesso al territorio europeo. La Lituania, l'Unione europea e gli stati membri sono obbligati a impedire l'accesso non autorizzato all'area Schengen”.

Ue: stop alle provocazioni di Lukashenko

Per sostenere la Lituania, Bruxelles ha deciso di stanziare 12 milioni di euro mentre Frontex, l’agenzia dell’Unione europea per il controllo delle frontiere ha promesso di aumentare il supporto alla Lituania per aiutare ad arginare gli arrivi. Vilnius oltre a creare tendopoli e centri di accoglienza sta costruendo barriere e tirando filo spinato ai confini.

Secondo le indagini di Bruxelles ci sarebbero prove del fatto che il governo bielorusso starebbe impegnandosi attivamente per portare migranti direttamente sul suolo nazionale, indirizzandoli poi verso il piccolo stato Baltico.

In tutti i paesi lungo il confine si sono svolte proteste da parte dei residenti che si oppongono ai piani del governo del primo ministro della Lituana, Ingrida Šimonytė, di costruire nuovi centri di accoglienza per gli immigrati. Le autorità lituane sono certe che la maggior parte dei migranti che tentano di entrare nel paese sia partita da Minsk, la capitale della Bielorussia, dove arrivano su uno dei quattro voli settimanali dall'Iraq, che trasportano fino a 500 passeggeri.

Secondo la Lituania, l'afflusso di migranti è un evidente atto di ritorsione del presidente bielorusso Alexander Lukashenko nei confronti delle sanzione inflitte dall'Unione europea alla Bielorussia e ai funzionari governativi e per l'accoglienza, da parte del governo lituano, di Svetlana Tikhanovskaya, leader dell'opposizione bielorussa, che ora vive a Vilnius.

Risorse addizionali per questo articolo • Associated Press