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Nazioni Unite: "Agire subito contro la tratta di essere umani"

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Di Debora Gandini
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Nazioni Unite: "Agire subito contro la tratta di essere umani"
Diritti d'autore  Sam Mednick/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved.
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La lotta contro il traffico di esseri umani passa soprattutto dal coraggio dei sopravvissuti di denunciare. Nella Giornata Mondiale contro la tratta, istituita dalle Nazioni Unite, è emerso che nel mondo, una vittima su 3 è minorenne, una percentuale triplicata negli ultimi 15 anni e riguarda prevalentemente bambine e adolescenti.

Udekwe Kennedy Obinna è un sopravvissuto nigeriano alla tratta di esseri umani. Ci ha raccontato che ha visto gente morire ed essere gettata dai camion. Per queste persone non c’è nessuna sepoltura, nessun funerale. Il viaggio prosegue. Lui, dopo una settimana e due giorni nel deserto, è arrivato vivo in una città chiamata Sabha in Libia. Uno dei posti più famigerati per il traffico di esseri umani e i rapimenti.”

In Nigeria per tenere alta la guardia su un dramma, a volte dimenticato, si è tenuta una manifestazione, organizzata dall’ONGNAPTIP. Secondo Josiah Emerole, Direttore dell’Organizzazione non governativa, le persone vengono reclutate da vari luoghi e portate in posti dove si fa credere di essere in debito con qualcuno. “Viene fatto firmare loro un foglio dove si dice che devono pagare 70.000 dollari per essere rilasciati ed essere liberi di nuovo. Ma è una menzogna.”

Covid-19 e poche tutele

Secondo l’ultimo rapporto del Consiglio d’Europa, le condizioni delle vittime si sono aggravate a causa della pandemia da Covid-19, un’emergenza questa che ha amplificato le disuguaglianze socio-economiche in tutto il mondo. Racconti drammatici da paesi Africani ma anche dall’Asia e da molte zone di guerra.

Storie che mettono in evidenza le sofferenze e le condizioni disumane di uomini, donne e bambini. Anche se non esistono numeri ufficiali, sarebbero circa 25 milioni le persone nel mondo vittime di tratta - affermano le Nazioni Unite - con crescenti timori che altre persone vengano sfruttate poiché i servizi di supporto sono ostacolati e i procedimenti penali sono ritardati.

Siobhán Mullally, relatrice speciale delle Nazioni Unite sul tema, in un comunicato stampa, ha spiegato le problematiche che vanno prese in considerazione per proteggere le vittime della tratta, spesso discriminate e ignorate per motivi relazionati a genere ed etnia. “Una combinazione letale di razzismo, xenofobia e discriminazione dovuta al genere, ha sottolineato, sono le cause principali delle poche tutele delle vittime mentre i trafficanti continuino a svolgere il loro commercio illegale senza essere puniti.”

Secondo le Nazioni Unite ma anche secondo l’Unione europea la perdita del lavoro o l’interruzione dei percorsi educativi hanno aumentato per milioni di persone il rischio di diventare vittime di trafficanti e sfruttamento.