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Tunisia nel caos. Proteste e scontri ma per Saied "nessun colpo di Stato"

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Di Debora Gandini Agenzie:  ANSA
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Tunisia, proteste e scontri
Tunisia, proteste e scontri   -   Diritti d'autore  FETHI BELAID/AFP or licensors
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Per la Tunisia è la peggiore crisi politica dalla primavera araba. Si aggrava la situazione nel Paese già travolto da un’impennata di contagi di Covid-19 e da una forte incertezza economica.

Nelle principali città è il caos. A Tunisi migliaia di persone sono scese in piazza a sostegno della decisione del Presidente Kais Saied di rimuovere il Primo ministro Hichem Mechichi e di bloccare i lavori del Parlamento. Non è un colpo di Stato, ha detto Saied, che ha annunciato di assumere gli incarichi di governo.

Per le strade della capitale si sono verificati scontri tra manifestanti fedeli al governo e l’esercito, con il partito islamista moderato Ennahda che inneggia al golpe contro la rivoluzione. Il suo leader e presidente del Parlamento Rached Ghannouchi è rimasto per ore nella sua auto davanti ai cancelli della sede.

Scontri e disordini a Tunisi

La tensione era nell’aria da tempo. Nei giorni scorsi manifestazioni di protesta contro il governo era state organizzate via Facebook dal "Movimento 25 luglio”. La rimozione del governo da parte del presidente è arrivata al culmine di una dura lotta politica tra Saied, eletto nel 2019, e il governo guidato dal partito islamista moderato Ennahda, che dal 2011 si è imposto come la più importante formazione politica della Tunisia.

Ora la decisione del Presidente Saied preoccupa i governi stranieri, dalla Turchia alla Germania. La portavoce del ministero degli Esteri tedesco, Maria Adebahr, ha fatto sapere che Berlino spera che la Tunisia torni «il prima possibile all'ordine costituzionale, ricordando che la democrazia ha messo radici in Tunisia dal 2011. Ora il Presidente sta invocando l'articolo 80 della Costituzione per sospendere i lavori del Parlamento. È importante tornare all'ordine costituzionale il più rapidamente possibile.”

Crisi economica e pandemia

Secondo analisti ed esperti la decisione di invocare l'articolo 80 della Costituzione consente al presidente di adottare "misure eccezionali in caso di pericolo imminente che minacci le istituzioni della nazione". In pratica questo si traduce in un potere esecutivo nelle mani dello stesso presidente per un imprecisato periodo di tempo.

In Tunisia monta intanto la rabbia contro il partito di governo Ennahda colpevole, dice la gente, di non essere riuscito a fronteggiare la crisi economica e la pandemia.

Finora sono 550mila le persone che sono state contagiate. 18mila i morti finora mentre la campagna vaccinale va troppo a rilento. Meno del 10 per cento della popolazione immunizzata, mentre oltre il 90% dei posti letto in terapia intensiva sono occupati, secondo dati del Ministero della salute. Un mix diventato esplosivo.