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Altro processo in Iran per Nazanin Zaghari-Ratcliffe, accusata ora di propaganda contro il sistema

Richard Ratcliffe e la figlia con una foto di Nazanin Zaghari-Ratcliffe, durante una protesta fuori l'ambasciata iraniana a Londra, l'8 marzo 2021
Richard Ratcliffe e la figlia con una foto di Nazanin Zaghari-Ratcliffe, durante una protesta fuori l'ambasciata iraniana a Londra, l'8 marzo 2021 Diritti d'autore Ian West/PA via AP, File
Diritti d'autore Ian West/PA via AP, File
Di Euronews Agenzie:  ANSA
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Il ministro degli Esteri britannico Raab: "È inaccettabile, dovrebbe tornare subito dalla sua famiglia in Regno Unito"

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E' comparsa nuovamente in tribunale a Teheran Nazanin Zaghari-Ratcliffe, la cittadina anglo-iraniana, arrestata nell'aprile 2016 all'aeroporto, mentre tornava a Londra, dopo aver visitato la famiglia in Iran e condannata per spionaggio. Da pochi giorni è agli arresti domiciliari a Teheran, in attesa di questo nuovo processo, per propaganda contro il sistema.

Il ministro degli Esteri britannico, Dominic Raab, ha definito "inaccettabile" il fatto che l'Iran continui a prendersela con la donna, "che dovrebbe invece ritornare subito dalla sua famiglia in Regno Unito. Continuamo a fare il possibile per sostenerla", ha aggiunto.

Il marito di Nazanin, Richard, lotta da anni perché sua moglie venga liberata e possa finalmente tornare a casa da lui e dalla figlia. La 42enne si è sempre dichiarata innocente, così come Londra ha da sempre contestato le accuse mosse da Teheran, provocando tensioni tra i due Paesi.  

La vicenda

Zaghari-Ratcliffe, cooperatrice umanitaria per la Thomson Reuters Foundation, è stata arrestata nell'aprile 2016, mentre era in visita alla famiglia con la figlia Gabriella, che oggi ha sei anni e vive in Inghilterra con il padre. Ai tempi la piccola aveva 22 mesi e si trovava proprio con la madre in Iran. 

Nazanin è stata fermata dai pasdaran in aeroporto, mentre si preparava a ripartire per il Regno Unito, con l'accusa di complottare un "golpe di velluto" nel Paese degli Ayatollah. Ad aver destato i sospetti nella Guardia rivoluzionaria potrebbero essere stati i suoi contatti con alcuni esponenti dell'opposizione al regime.

Zaghari-Ratcliffe ha scontato gran parte della pena nel carcere di Evin, da cui è uscita quando le sono stati concessi i domiciliari, a causa della pandemia di Covid. Si trova attualmente nella casa dei suoi genitori.

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