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Cittadina britannico-iraniana arrestata a Teheran, parla il marito

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Cittadina britannico-iraniana arrestata a Teheran, parla il marito

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Nazanin Zaghari-Ratcliffe è una cittadina britannico-iraniana, arrestata a Teheran nel 2016 e condannata a 5 anni di prigione, perché accusata di voler rovesciare il regime. L'Iran ha mosso ora nuove accuse alla donna, la quale condanna potrebbe aumentare fino a 16 anni. Nelle prossime settimane affronterà un nuovo processo.

Euronews ha raggiunto il marito Richard Ratcliffe, che si batte per lei da ormai 16 mesi.

"Non è davvero un buon segno che venga riportata in tribunale il 10 dicembre e che ci sia questa campagna propagandistica molto aggressiva da parte dei media iraniani'', spiega il marito. "Penso sia davvero importante che Boris Johnson si rechi in Iran il prima possibile. Ho chiesto di andare con lui e venerdì nuovamente ho richiesto un visto all'ambasciata iraniana, così che possa essere lì per il processo". Lo scorso weekend è stata organizzata nel quartiere londinese di residenza della Zaghari-Ratcliffe una manifestazione, per chiedere la sua liberazione. La donna, attraverso una telefonata dalla prigione nella quale è rinchiusa, ha fatto sapere che il suo solo pensiero è quello di tornare a casa dalla sua famiglia.

"Nazinin era profondamente traumatizzata dalle nuove accuse mosse dai media ed è stata portata nell'infermeria del carcere, dove le hanno dato dei sedativi, per calmarla durante la notte. Certamente, sono sconvolto da questa cosa... È molto fragile ed ha avuto bisogno di cure per un bel po'. Stava cercando inoltre di vedere uno psichiatra. Sono veramente preoccupato per la sua salute mentale", ha concluso Richard Ratcliffe.