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Myanmar, proteste nelle Università e nei Ministeri

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Myanmar, proteste nelle Università e nei Ministeri
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Il gesto delle tre dita è diventato il simbolo di una sfida contro il colpo di Stato militare in Myanmar.

Mentre diverse centinaia di insegnanti e studenti protestano nelle Università, dirigenti statali fanno lo stesso presso i Ministeri, mostrando il proprio disappunto con un nastro rosso, in segno di disobbedienza civile.

"Questa è la campagna del nastro rosso in tutto il Paese - afferma un funzionario pubblico - lo stiamo facendo perché difendiamo la verità, ci basiamo sui risultati reali, la nostra minoranza pensa che non abbiamo fatto ancora molto: stiamo dimostrando di essere solidali col popolo e con la verità".

Tutto fa seguito alla presa del potere da parte dei militari e alla conseguente destituzione della leader del Paese, Aung San Suu Kyi, ora agli arresti domiciliari.

Le acque sono ancora relativamente calme dopo i fatti, anche se la comunità internazionale chiede a gran voce il rilascio della 75enne politica e degli altri funzionari.

Intanto l'ONU...

Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha espresso "profonda preoccupazione" per il colpo di stato militare in Myanmar, ma non è andato oltre una condanna.

Il problema è come spesso accade la selva di veti incrociati al Consiglio di Sicurezza.

Diversi diplomatici hanno detto che Cina e Russia che esercitano il veto, che sono i principali sostenitori del Myanmar al il palazzo di vetro, hanno chiesto più tempo per affinare la risposta del Consiglio.

La dichiarazione pubblicata successivamente sostiene anche un ritorno al dialogo.

Così Barbara Woodward, Presidentessa di turno del Consiglio di Sicurezza: “I membri del Consiglio hanno espresso profonda preoccupazione per la dichiarazione dello stato di emergenza imposta in Myanmar dai militari il 1 febbraio e la detenzione arbitraria di membri del Governo, tra cui il consigliere di stato Aung San Suu Kyi e il presidente Win Myint e altri.

Hanno chiesto il rilascio immediato di tutti i detenuti: i membri del Consiglio di Sicurezza hanno sottolineato la necessità del continuo sostegno alla transizione democratica in Myanmar ".

La missione cinese all'ONU ha affermato di aver contribuito al "miglioramento" del testo.

La leadership comunista cinese ha adottato un approccio non conflittuale al colpo di Stato: Pechino ha chiesto a tutte le parti in Myanmar di "risolvere le loro divergenze" e l'agenzia di stampa ufficiale Xinhua ha descritto il colpo di stato come un "grande rimpasto di governo".

Il Myanmar è una parte vitale dell'enorme iniziativa infrastrutturale di Pechino una delle vie della seta che il gigante asiatico ha costruito nel mondo per solidificare la propria potenza economico commerciale.