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Irlanda: rapporto shock sugli orfanotrofi dell'orrore, il premier chiede scusa

Di Cristiano Tassinari  & Euronews English - AP
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Il memoriale dei bimbi morti - Tuam, 2014
Il memoriale dei bimbi morti - Tuam, 2014   -   Diritti d'autore  AFP
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Un inferno per miglia di donne, ragazze madri irlandesi il cui destino era di essere inviate in orfanotrofi religiosi per partorire. Che ne è stato dei loro figli, lo racconta un rapporto; 5 anni di investigazione per scoprire che in 18 di queste strutture dagli anni 20 fino al '98, ben 9mila bambini sono morti.

Al centro dell'indagine 18 strutture cattoliche dove circa 56mila donne dai 12 ai 40 anni sono state inviate nel corso dei decenni; nelle 'Mother and baby homes' sono nati almeno 57mila bimbi il 15 % dei quali non è sopravvissuto, una mortalità doppia rispetto alla media nazionale ad esempio del biennio 1945-'46. Incuria, malattia, malnutrizione, le cause dei decessi.

Le madri erano di fatto recluse contro la loro volontà come contro la loro volontà i figli venivano dati in adozione, lo ha raccontato il film di Stephen Frears Philomena, ispirato alla storia vera di Philomena Lee,che con coraggio per 50 anni ha cercato il figlio che le era stato strappato: Anthony, dato in adozione a una coppia americana.

Oggi il rapporto di una commissione indipendente sugli orfanotrofi dell'orrore è stato presentato in parlamento con le scuse ufficiali del primo ministro irlandese dato che lo Stato ha per decenni ha finanziato queste strutture, l'ultima chiusa nel 1998.

L'inchiesta del quotidiano "Sunday Independent" ha sconvolto l'Irlanda.

Erano luoghi di una crudeltà disumana, stando ai racconti di chi li ha vissuti.

Uno dei video realizzati dal "Sunday Independent"

"Una vita di menzogne"

Nato da una ragazza di 19 anni di nome Jane, Fionn Davenport ha scoperto non molto tempo fa che la sua vita era basata su una menzogna.

"Subito dopo la mia nascita, la mamma ha cambiato idea e ha detto di voler tenere il bambino, ma le suore hanno detto di no, non ti è permesso, hai firmato i documenti, hai firmato i moduli, quindi hai rinunciato a tutti i tuoi diritti su questo bambino.
Ci sono voluti 40 anni, a me e a mamma, per scoprire che questa era una terribile bugia, che le hanno mentito. In base alla legge sulle adozioni del 1952, la madre naturale ha sei mesi di tempo per cambiare idea sul futuro del bambino. E le suore naturalmente lo sapevano".

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Fionn Davenport ha condotto una lunga battaglia legale contro la "Home" dove è venuto alla luce.Euronews

Le madri single vittime dei peggiori soprusi

Fionn Davenport afferma che l'istituto in cui è venuto al mondo ha separato subito mamma e figlio. La madre naturale non ha mai potuto allattarlo al seno.

Secondo l'esperienza di Mary, anche lei - come Fionn - nata in una di queste strutture (nel suo caso, a Dublino), la vita delle madri non sposate era molto dura. La misericordia non era contemplata tra le mura di quelle tristi "casi", simili più che altro ad impenetrabili carceri dell'anima.

Racconta Mary:
"Mia mamma aveva fatto a maglia i miei vestitini e dopo che mi avevano consegnato alla mia madre adottiva, le suore hanno riportato i vestiti che mia mamma aveva fatto per me, glieli hanno gettati in faccia e hanno detto: a Mary non serviranno più, ora ha dei vestiti veri! E questo ha spezzato il cuore di mia mamma".

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Mary racconta la vicenda della mamma naturale.Euronews

In queste strutture mancava tutto, non solo l'umanità. Dopo la pubblicazione, lo stesso primo ministro irlandese Micheál Martin ha riconosciuto che la cattolica società irlandese trattava donne e bambini "incredibilmente male".

"Una grave e sistematica discriminazione"

Il premier ha aggiunto: "Questa storia apre una finestra inquietante su una cultura profondamente misogina che in Irlanda, nel corso di diversi decenni, ha visto una grave e sistematica discriminazione nei confronti delle donne, soprattutto di quelle che hanno partorito al di fuori del matrimonio". Trent'anni dopo la chiusura dell'ultimo istituto il primo ministro ha detto in parlamento: "Mi scuso per il torto generazionale inflitto alle madri irlandesi e ai loro figli che sono finiti nelle 'mother and baby home' o in istituti di contea. Come dice chiaramente la commissione, non avrebbero dovuto essere lì. Mi scuso per la vergogna e lo stigma a cui sono stati sottoposti e che per alcuni rimane un peso ancora oggi. E scusandomi, voglio sottolineare che ognuno di voi era in uno di questi istituti per colpa di qualcun altro, ognuno di voi è irreprensibile, ognuno di voi non ha fatto nulla di sbagliato e non ha nulla di cui vergognarsi".

➡️ Una storia nascosta: l'articolo dell'Irish Catholic

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Micheál Martin, premier irlandese dal giugno 2020.Euronews

Tutto cominciò nella contea di Galway...

L'indagine è partita in seguito alla scoperta - nel 2014 - di una fossa comune di neonati e bambini nella "Mother and Baby Home" di Tuam, nella contea di Galway.

La storica Catherine Corless ha rintracciato i certificati di morte di quasi 800 bambini morti nell'ex "Bon Secours Mother and Baby Home" di Tuam, ma è stato possibile trovare un certificato di sepoltura solo per un bambino.

In seguito, gli investigatori hanno trovato una fossa comune contenente i resti di neonati e bambini in una struttura fognaria sotterranea nel terreno della "Home", gestita da un ordine di suore cattoliche e chiusa definitivamente nel 1961.